La BCE avverte: la crisi energetica resta la principale minaccia per l'economia dell'area euro

La BCE avverte: la crisi energetica resta la principale minaccia per l'economia dell'area euro
La BCE avverte sui rischi energetici

Con l'area euro alle prese con nuove tensioni geopolitiche, la Banca centrale europea afferma che i mercati energetici sono di nuovo al centro dei rischi per l'inflazione e la crescita. La presidente della BCE Christine Lagarde afferma che il conflitto in Medio Oriente rappresenta il pericolo più immediato per l'economia europea, mentre cambiamenti più ampi nell'energia, nel commercio e nella sicurezza stanno ridefinendo il modello della regione.

Punti chiave

  • La presidente della BCE Lagarde identifica la crisi energetica legata al Medio Oriente come la principale minaccia immediata per l'economia dell'area euro, con impatti su prezzi e crescita.
  • La crescita del PIL dell'area euro è prevista allo 0,9% per il 2024, rispetto allo 0,5% per la Francia, con un debito intorno al 120% del PIL segnalato come seria preoccupazione nel contesto della concorrenza per i finanziamenti legata all'IA.
  • Gli aumenti dei tassi della BCE di giugno e settembre mirano a contrastare l'inflazione causata dagli shock energetici, mentre i responsabili politici monitorano attentamente gli effetti sulle condizioni di finanziamento e sull'attività economica.

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Lagarde segnala shock energetico e rischi di politica monetaria

Come riportato dalla BCE, Lagarde afferma che la stabilità dei prezzi resta la priorità della banca centrale e identifica la crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente come la principale minaccia immediata per l'economia europea. Secondo Lagarde, lo shock pesa non solo sui prezzi ma anche sulla crescita, poiché l'aumento dei costi delle materie prime si trasmette all'attività economica.

Lagarde afferma che il modello economico europeo è stato scosso perché tre pilastri di lunga data sono sotto pressione: l'energia russa a basso costo, la forte domanda di esportazioni dalla Cina e l'ombrello di sicurezza degli Stati Uniti. Afferma che le forniture dalla Russia sono state interrotte, che la Cina è ora un concorrente nei settori avanzati e che la fiducia nel sostegno alla sicurezza degli Stati Uniti si è indebolita.

Sulla politica monetaria, afferma che la BCE continua a basarsi sui fatti piuttosto che sugli schieramenti di politica monetaria spesso descritti come falchi o colombe. Aggiunge che gli aumenti dei tassi di giugno e settembre riflettono la necessità di evitare che uno shock dell'offerta energetica diventi un problema inflazionistico duraturo, anche se i responsabili politici monitorano attentamente l'effetto sulle condizioni di finanziamento e sulla crescita.

Lagarde afferma inoltre che la BCE non ha pienamente previsto nel 2021 quanto sarebbero diventate interconnesse le crisi. Secondo Lagarde, i responsabili politici hanno sottovalutato la forza della domanda post-pandemia e l'impatto della riduzione delle riserve di gas, fattori che hanno contribuito a un'impennata dell'inflazione più forte del previsto.

Francia, Europa e l'agenda politica più ampia

Lagarde rifiuta di commentare direttamente su un singolo membro dell'area euro, ma afferma che l'incertezza politica e i disavanzi di bilancio pesano sugli investimenti e sull'attività economica. Afferma che la BCE prevede una crescita dell'area euro dello 0,9% quest'anno, rispetto allo 0,5% della Francia, e avverte che un debito vicino al 120% del PIL senza un percorso credibile di riduzione rappresenta un problema serio, soprattutto mentre i governi competono con le esigenze di finanziamento del settore privato legate all'intelligenza artificiale.

Respinge le richieste di cancellare una parte del debito francese, affermando che una simile mossa sarebbe tecnicamente incerta, finanziariamente pericolosa e incompatibile con i trattati europei. Lagarde afferma che i Paesi hanno bisogno di un percorso fiscale credibile, di riforme per semplificare l'amministrazione e la regolamentazione, di ulteriori cambiamenti nel mercato del lavoro e di interventi sulle pensioni con l'invecchiamento della popolazione.

Sostiene inoltre che l'Europa debba approfondire l'unione dei mercati dei capitali affinché il risparmio possa finanziare meglio gli investimenti, e afferma che i singoli Paesi dell'UE sono troppo piccoli per avere da soli un peso globale rispetto a Stati Uniti, Cina o India. A suo avviso, l'Europa resta più forte quando agisce collettivamente, nonostante l'aumento delle pressioni nazionaliste e populiste.

Al di là della politica monetaria, Lagarde difende il lavoro della BCE sul clima, affermando che il cambiamento climatico incide direttamente sulla produzione economica, sulle previsioni d'inflazione e sul rischio finanziario. Afferma che la banca centrale non definisce la politica climatica, ma deve incorporare tali rischi nelle proprie analisi e assicurarsi che le banche da essa vigilate facciano lo stesso.

Nel nostro precedente articolo sulle tensioni nei mercati dei titoli di Stato francesi, abbiamo esaminato perché gli OAT francesi sottoperformavano i Bund tedeschi, poiché gli investitori scontavano disavanzi in aumento e una crescente incertezza politica. Abbiamo inoltre spiegato come rendimenti più elevati e spread più ampi possano irrigidire le condizioni finanziarie, amplificando la più ampia vulnerabilità dell'area euro anche quando lo shock iniziale è specifico di un Paese.

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