Le aspettative di un rialzo dei tassi Fed svaniscono dopo i deboli dati sull’occupazione negli Stati Uniti

Le aspettative di un rialzo dei tassi Fed svaniscono dopo i deboli dati sull’occupazione negli Stati Uniti
Le aspettative di stretta della Fed si attenuano dopo il rapporto sull’occupazione

​Il mercato del lavoro statunitense ha perso slancio proprio mentre la Federal Reserve valuta se proseguire con la stretta monetaria. Il quadro occupazionale più debole costringe ora gli investitori a riconsiderare la possibilità di un altro rialzo dei tassi già a ottobre.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Le assunzioni negli Stati Uniti rallentano bruscamente a settembre

L’economia statunitense ha creato appena 29.000 posti di lavoro a settembre, ben al di sotto delle aspettative del mercato. Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione è salito al 4,2% dal 4,1%, mentre i dati dei mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso.

Secondo i dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, l’occupazione nella maggior parte dei principali settori è rimasta pressoché invariata durante il mese. Anche la crescita dei salari ha rallentato, riducendo il rischio di ulteriori pressioni inflazionistiche provenienti dal mercato del lavoro.

Il rapporto debole è particolarmente importante dopo la decisione della Fed di settembre di aumentare i tassi di 25 punti base. Fino a poco tempo fa, la resilienza del mercato del lavoro aveva offerto ai policymaker maggiore margine per proseguire con la stretta, ma i dati di settembre hanno reso questa tesi molto più difficile da sostenere.

La Fed ha più margine per attendere

Come osserva Business Recorder, gli ultimi dati danno ai funzionari della Federal Reserve maggiori motivi per rinviare un altro rialzo dei tassi nella riunione di ottobre.

La Fed si trova ora di fronte a un quadro economico più contrastante. Da un lato, le assunzioni stanno rallentando, la disoccupazione è in lieve aumento e la crescita dei salari sta perdendo slancio. Dall’altro, l’inflazione resta sopra l’obiettivo del 2%, mentre lo shock energetico e i rischi geopolitici continuano a mantenere elevate le pressioni sui prezzi.

Un mercato del lavoro più debole non significa quindi necessariamente che il ciclo di rialzi dei tassi sia terminato. Offre invece alla Fed più margine per attendere ulteriori dati e valutare se il rallentamento dell’occupazione si dimostrerà persistente.

I mercati riducono le scommesse su un rialzo dei tassi a ottobre

I mercati hanno già modificato nettamente le loro aspettative. Secondo Traders Union, la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a ottobre è scesa a circa il 17% dopo la pubblicazione del rapporto sull’occupazione. Solo una settimana prima, la probabilità implicita di una simile mossa era considerevolmente più alta.

Gli investitori non escludono tuttavia un altro rialzo più avanti nell’anno. Dicembre resta una finestra più plausibile per un ulteriore inasprimento, soprattutto se l’inflazione resterà elevata o un nuovo aumento dei prezzi dell’energia farà nuovamente salire la pressione sui prezzi al consumo.

Per le azioni, questa revisione delle aspettative è favorevole nel breve termine. Le minori aspettative di un rialzo immediato riducono la pressione sui rendimenti obbligazionari e tendono a favorire soprattutto i titoli tecnologici. L’equilibrio resta tuttavia fragile e la prossima mossa dipenderà dal fatto che il mercato del lavoro continui a raffreddarsi senza trascinare l’economia nel suo complesso verso un rallentamento più marcato.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.