Il greggio cala mentre il miglioramento del traffico di petroliere attenua i timori del mercato

Il greggio cala mentre il miglioramento del traffico di petroliere attenua i timori del mercato
Il petrolio scivola mentre il traffico a Hormuz migliora

I prezzi del petrolio hanno esteso il loro calo venerdì, poiché il miglioramento del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz ha ridotto i timori di un'immediata interruzione dell'offerta, ridimensionando parte del premio geopolitico che aveva spinto il greggio ai massimi di più mesi all'inizio di questa settimana. Sebbene le tensioni tra Stati Uniti e Iran rimangano elevate, i trader hanno spostato la loro attenzione verso i flussi fisici di petrolio piuttosto che sul rischio di un'ulteriore escalation militare.

Punti chiave

  • I prezzi del petrolio sono diminuiti con il miglioramento del traffico a Hormuz.
  • Il Brent è rimasto al di sotto dei massimi di questa settimana.
  • I timori sull'offerta si sono attenuati nonostante le tensioni regionali.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Il Brent è stato scambiato a 84,99 dollari al barile, in calo del 2,31%, mentre il West Texas Intermediate (WTI) è sceso del 2,82% a 81,58 dollari al barile. Le ultime perdite hanno esteso il sell-off iniziato all'inizio di questa settimana, quando le rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran avevano brevemente spinto il Brent sopra i 93 dollari al barile. I trader avevano scontato il rischio di gravi interruzioni dell'offerta attraverso lo Stretto di Hormuz, come riportato da CNBC.

I flussi di Hormuz mostrano segni di ripresa

L'ultimo ripiegamento è avvenuto dopo che i dati hanno indicato una graduale ripresa dell'attività di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più importanti al mondo. Secondo la Commonwealth Bank of Australia, il traffico di greggio è risalito a circa il 30%–35% dei livelli pre-conflitto dopo essere sceso drasticamente durante la recente escalation.

La banca ha affermato che se le spedizioni dovessero tornare a circa il 50%–60% dei volumi normali, il mercato globale del petrolio potrebbe muoversi nuovamente verso un eccesso di offerta, riducendo la necessità del premio per il rischio geopolitico che ha sostenuto i prezzi nelle ultime settimane.

Lo Stretto di Hormuz gestisce circa un quinto del consumo globale di petrolio, rendendo qualsiasi interruzione della navigazione uno dei maggiori rischi per i mercati energetici. Con il graduale miglioramento dei movimenti delle navi, gli investitori sembrano sempre più fiduciosi che le forniture continueranno a raggiungere gli acquirenti internazionali nonostante la persistente instabilità regionale.

I mercati continuano a monitorare le sanzioni

Gli investitori hanno monitorato anche gli sviluppi a Washington dopo che il presidente Donald Trump ha sostenuto l'aggiunta di dazi sull'Iran a una proposta di sanzioni bipartisan rivolta sia all'Iran che alla Russia. Sebbene le sanzioni esistenti godano di un ampio sostegno congressuale, la proposta sui dazi introduce un ulteriore livello di incertezza per il commercio globale e i mercati energetici.

L'impatto economico sul commercio diretto tra Stati Uniti e Iran dovrebbe rimanere limitato. I dati commerciali ufficiali mostrano che gli Stati Uniti hanno importato solo circa 1,4 milioni di dollari di merci iraniane nel 2025, con opere d'arte e oggetti da collezione che rappresentano più della metà di tale totale.

La navigazione rimane il principale driver del mercato

Il calo di venerdì illustra come i prezzi del petrolio siano attualmente guidati meno dai titoli dei giornali e più dalle prove dell'offerta fisica. Il Brent ha ritracciato da sopra i 93 dollari al barile, ma i prezzi rimangono ben al di sopra dei livelli visti prima dell'inizio dell'ultimo conflitto.

Finché la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz continuerà a normalizzarsi, i trader potrebbero gradualmente rimuovere parte del premio di guerra. Tuttavia, qualsiasi nuova interruzione di una delle rotte energetiche più trafficate al mondo potrebbe invertire rapidamente il recente calo.   

Come abbiamo riportato in precedenza, l'allargamento del conflitto in Medio Oriente alimenta il rally del petrolio.

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