Il gas naturale resta sotto pressione nonostante i rinnovati rischi legati a Hormuz
Il gas naturale inizia la settimana sotto pressione il 31 agosto e viene scambiato al di sotto della zona di supporto di venerdì, nonostante il netto deterioramento del contesto geopolitico in Medio Oriente. Nel fine settimana, gli Stati Uniti hanno effettuato per la prima volta in oltre un mese attacchi contro installazioni missilistiche iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz, dopodiché l’Iran ha risposto lanciando missili contro strutture statunitensi nella regione.
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Allo stesso tempo, sono emerse notizie di nuove minacce alla navigazione e di un forte calo del numero di navi in transito attraverso Hormuz. Per il gas naturale statunitense, questo rappresenta un fattore potenzialmente rialzista attraverso il mercato LNG: qualsiasi ulteriore limitazione alle forniture dal Qatar o da altri Paesi del Medio Oriente aumenterebbe il valore delle esportazioni statunitensi. Tuttavia, per ora la reazione del mercato resta contenuta, poiché non si è verificata alcuna riduzione diretta dei flussi di LNG dagli Stati Uniti, mentre l’offerta interna rimane molto elevata.
Le scorte restano favorevoli
L’ultimo rapporto EIA continua a fornire supporto ai fondamentali. Nella settimana terminata il 21 agosto, le scorte sono aumentate di appena 15 Bcf, raggiungendo 3184 Tcf, rispetto alle attese per un incremento di circa 19-21 Bcf. Le scorte sono ora inferiori di 30 Bcf rispetto ai livelli di un anno fa, sebbene restino superiori di 167 Bcf alla media quinquennale.
Un segnale particolarmente forte continua ad arrivare dalla regione South Central, dove è stato registrato un prelievo di 19 Bcf, inclusi 20 Bcf dalle caverne saline. Ciò dimostra che l’elevata domanda per la produzione di energia elettrica e di feedgas per LNG continua a limitare il ritmo delle iniezioni, anche con una produzione record. Il prossimo rapporto EIA è previsto per il 3 settembre e il mercato sarà particolarmente sensibile alla possibilità che la serie di iniezioni settimanali relativamente contenute prosegua.
La produzione record limita il potenziale rialzista
Il principale ostacolo a un ulteriore rialzo è ora rappresentato dall’offerta. Secondo le stime di BNEF, nel fine settimana la produzione dei Lower 48 si è attestata intorno a 114,2 Bcf/d, un livello eccezionalmente elevato, mentre le esportazioni si sono aggirate intorno a 19 Bcf/d. Questo modifica sostanzialmente il bilancio rispetto alle settimane precedenti: anche una forte domanda di LNG e temperature più elevate hanno un impatto minore se la produzione continua ad aumentare.
Inoltre, dopo il fallito test di $3,00, il mercato resta tecnicamente vulnerabile. Finché il prezzo rimane al di sotto di questo livello, i venditori mantengono il controllo, con i prossimi obiettivi a $2,84 e poi a $2,79-2,80. Una rottura al di sopra della resistenza nell’area $2,93-2,95 riporterebbe le quotazioni di NATGAS verso $3,00, aumentando le probabilità di una rottura sopra tale livello e di ulteriori rialzi.
$3,00 resta una forte barriera
Perché torni lo slancio rialzista, il mercato avrebbe bisogno di un’ulteriore significativa riduzione dei flussi attraverso Hormuz, con un impatto reale sulle forniture di LNG, oppure di un altro rapporto EIA positivo. In assenza di questi fattori, come ho avvertito in Il gas naturale fallisce a $3,00 mentre torna la pressione di vendita, i rimbalzi verso $2,93-2,95 potrebbero incontrare nuovamente vendite, mentre una rottura al di sotto di $2,80 aumenterebbe il rischio di un movimento verso $2,75-2,70.
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