Il Brent scende sotto i 100 $ mentre i trader valutano il ritorno delle forniture del Golfo
Martedì i prezzi del petrolio sono scesi ai minimi delle ultime due settimane, mentre i trader reagivano ai segnali che le forniture del Golfo, interrotte, potrebbero iniziare a tornare sul mercato. Le prospettive di una riapertura dello Stretto di Hormuz e di un ripristino delle esportazioni saudite attraverso il Mar Rosso hanno attenuato parte delle preoccupazioni immediate sulla disponibilità di greggio.
Punti chiave
- Brent e WTI sono scesi ai minimi di due settimane.
- L’Iran ha segnalato che Hormuz potrebbe riaprire entro sette giorni.
- L’Arabia Saudita sta lavorando per ripristinare le esportazioni di greggio attraverso Yanbu.
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I futures sul Brent di novembre sono stati scambiati a 97,63 $ al barile, in calo del 2,70%, mentre i futures sul WTI di novembre si sono attestati a 89,37 $ al barile, in calo del 3,25%, secondo gli ultimi dati di mercato disponibili. Il calo è arrivato dopo che l’Iran ha segnalato che lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire entro sette giorni e l’Arabia Saudita ha compiuto passi verso il ripristino delle esportazioni da Yanbu, ha riferito Reuters.
Le rotte delle forniture del Golfo tornano sotto i riflettori
L’Iran ha indicato che Hormuz potrebbe riaprire se gli Stati Uniti allentassero la pressione militare e revocassero il blocco dei porti iraniani. Una delegazione iraniana presente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York ha il mandato di avviare nuovamente il dialogo con Washington, secondo un funzionario iraniano citato nel rapporto.
Lo stretto è fondamentale per i mercati energetici globali. Prima dell’attuale interruzione, circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto transitava da questa via d’acqua. Un ritorno verso la normalità dei traffici aumenterebbe quindi la quantità di energia del Golfo disponibile per gli acquirenti internazionali.
Parallelamente, l’Arabia Saudita sta lavorando al ripristino di un’altra importante rotta di esportazione. Le operazioni sull’East-West Pipeline sono riprese, sebbene inizialmente i flussi procedessero a un ritmo ridotto. Il sistema collega le aree produttive dell’Arabia Saudita orientale alla costa del Mar Rosso e potrebbe consentire la ripresa delle esportazioni di greggio da Yanbu.
Saudi Aramco aveva aumentato le spedizioni attraverso Hormuz dopo che gli attacchi all’oleodotto l’avevano costretta a sospendere alcune esportazioni da Yanbu. I dati sul tracciamento delle petroliere hanno mostrato che domenica circa 14 milioni di barili di greggio saudita sono stati caricati su sette superpetroliere all’interno del Golfo.
La ripresa delle forniture potrebbe ridisegnare il mercato petrolifero
L’ultimo calo riflette il miglioramento delle aspettative sull’offerta fisica, ma restano vincoli significativi. I prodotti raffinati sono particolarmente scarsi: i prezzi del diesel hanno raggiunto livelli record in Europa e negli Stati Uniti dopo le interruzioni delle esportazioni da parte di diversi importanti produttori.
Per i mercati del greggio, la prossima verifica sarà capire se i segnali diplomatici si tradurranno in barili effettivamente consegnati agli acquirenti. Una riapertura di Hormuz, combinata con la ripresa delle esportazioni da Yanbu, aumenterebbe la flessibilità delle rotte di approvvigionamento del Golfo e ridurrebbe la pressione creata dalle recenti interruzioni.
Finché questi flussi non torneranno a livelli significativi, tuttavia, i prezzi del petrolio resteranno esposti agli sviluppi che interessano trasporti marittimi e produzione in tutta la regione. Il calo di martedì mostra quanto rapidamente il mercato possa reagire quando le prospettive per l’offerta fisica iniziano a migliorare.
Abbiamo già evidenziato che Saudi Aramco ha comunicato alle raffinerie europee che il mese prossimo non riceveranno greggio nell’ambito dei contratti a lungo termine, dopo che un attacco ha costretto l’Arabia Saudita a chiudere il suo oleodotto East-West.
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