I prezzi del petrolio recuperano dopo le forti perdite di inizio settimana

I prezzi del petrolio recuperano dopo le forti perdite di inizio settimana
Il petrolio si stabilizza mentre i margini del diesel raggiungono livelli record

Mercoledì i prezzi del petrolio hanno recuperato dai minimi di due settimane, nonostante il miglioramento delle prospettive sull'offerta in Medio Oriente, sostenuti dalla tensione sui mercati del diesel. La divergenza ha lasciato i trader a bilanciare il ritorno delle forniture dal Golfo con margini di raffinazione record e l'incertezza sulle future esportazioni di carburante dagli Stati Uniti.

Punti chiave

  • Brent a 100 $ e WTI a 90 $.
  • L'Arabia Saudita ha riavviato il suo East-West Pipeline.
  • I margini di raffinazione del diesel europeo hanno raggiunto un livello record.

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I futures sul Brent con scadenza novembre sono stati scambiati a 100,34 $ al barile, in rialzo dell'1,10%, mentre i futures sul WTI con scadenza novembre si sono attestati a 90,63 $, in rialzo dello 0,12%, secondo gli ultimi dati di mercato disponibili. Il recupero ha seguito i forti cali che nella seduta precedente avevano portato il Brent fino a 97,36 $ e il WTI al livello più basso dal 1° settembre, riferisce Reuters.

Le forniture dal Golfo allentano la pressione sul greggio

L'Arabia Saudita ha riavviato le operazioni sul suo East-West Pipeline, ripristinando una rotta fondamentale tra i giacimenti petroliferi orientali e il Mar Rosso. L'oleodotto era stato chiuso dopo che gli attacchi con droni dell'11 settembre avevano bloccato i carichi di greggio a Yanbu.

La riapertura offre all'Arabia Saudita un'altra rotta per le esportazioni, mentre il transito attraverso lo Stretto di Hormuz resta interrotto. L'Arabia Saudita ha inoltre offerto ulteriore greggio alle raffinerie asiatiche da punti di carico situati fuori dallo stretto.

L'Iraq contribuisce al miglioramento delle prospettive sull'offerta. Il Paese esporta oltre 3M di barili al giorno e prevede che i flussi attraverso la Turchia superino i 600K barili al giorno.

L'Iran ha indicato separatamente che Hormuz potrebbe riaprire entro sette giorni se gli Stati Uniti allentassero la pressione militare e revocassero il blocco sui porti iraniani. Un eventuale ripristino del traffico attraverso la via d'acqua migliorerebbe ulteriormente la disponibilità di greggio del Golfo.

Il mercato del diesel si muove in direzione opposta

Mentre le preoccupazioni sull'offerta di greggio si attenuano, i carburanti raffinati restano scarsi. Il premio del gasolio europeo a basso tenore di zolfo rispetto al Brent è salito al record di circa 95 $ al barile.

Il movimento è seguito al sostegno espresso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump a una possibile restrizione delle esportazioni statunitensi di diesel, mentre i prezzi interni dei carburanti restano elevati. L'Europa è diventata particolarmente dipendente dalle importazioni statunitensi di diesel e carburante per aerei dopo che il conflitto in Medio Oriente ha interrotto le forniture regionali.

Una restrizione alle esportazioni statunitensi potrebbe quindi ridurre ulteriormente la disponibilità internazionale di carburanti, anche se le forniture di greggio continuassero a recuperare.

Le scorte statunitensi forniscono un altro segnale ribassista per il greggio. I dati dell'industria hanno mostrato un aumento delle scorte di 1,8M di barili nella settimana terminata il 18 settembre, contrariamente alle attese di un calo.

Greggio e carburanti divergono

Gli ultimi movimenti evidenziano una divisione insolita nei mercati energetici. L'aumento delle forniture saudite e irachene, insieme alla possibilità di una ripresa del traffico a Hormuz, sta riducendo il premio geopolitico incorporato nei prezzi del greggio.

Il diesel racconta una storia diversa. Un premio record del gasolio, pari a circa 95 $ al barile, dimostra che una disponibilità sufficiente di greggio non si traduce automaticamente in forniture adeguate di prodotti raffinati.

Per i prezzi del petrolio, la prossima direzione dipenderà sempre più dalla rapidità con cui si normalizzeranno le rotte di esportazione saudite e dall'eventuale capacità degli sforzi diplomatici di tradursi in un aumento delle spedizioni dal Golfo. Per consumatori e raffinatori, tuttavia, la maggiore tensione sul mercato del diesel resta il punto di pressione più immediato.

In precedenza, avevamo riferito che i colloqui tra Stati Uniti e Iran riaccendono le speranze di un accordo per porre fine alla guerra.

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