L'oro rimbalza bruscamente mentre si allentano i costi di finanziamento USA
I prezzi dell'oro sono saliti venerdì dopo che la forte domanda nell'asta di titoli di Stato USA ha spinto al ribasso i rendimenti a lungo termine, aumentando l'attrattiva dei metalli preziosi. Il rimbalzo ha esteso il recupero dai recenti minimi di due mesi, sebbene l'incertezza sulla politica dei tassi d'interesse della Federal Reserve continui a limitare la fiducia nella sostenibilità del rally.
Punti chiave
- L'oro sale mentre i rendimenti dei Treasury arretrano.
- La forte domanda di obbligazioni sostiene l'oro.
- L'incertezza sui tassi della Fed limita le prospettive.
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Lo spot gold è stato scambiato a 4.192,12 $ l'oncia, in rialzo dell'1,41%, mentre i futures sull'oro USA sono saliti dell'1,49% a 4.218,90 $, secondo gli ultimi dati di mercato. I guadagni sono seguiti all'asta di giovedì dei Treasury trentennali, accolta favorevolmente, che ha contribuito a invertire l'aumento dei costi di finanziamento ai massimi pluridecennali, riferisce Bloomberg.
La domanda per i Treasury offre sollievo all'oro
L'asta del Tesoro USA ha attirato gli acquirenti dopo che un prolungato calo dei prezzi obbligazionari aveva spinto i rendimenti ai livelli più elevati degli ultimi oltre due decenni. La domanda più forte ha sostenuto i prezzi dei Treasury e ridotto i rendimenti su diverse scadenze, attenuando una delle principali pressioni sull'oro. Poiché l'oro non genera interessi, rendimenti obbligazionari più elevati lo rendono generalmente meno attraente rispetto ai titoli di Stato fruttiferi.
Il calo dei rendimenti ha incoraggiato gli investitori a tornare sull'oro dopo la recente svendita. Anche un moderato indebolimento del dollaro USA ha fornito sostegno, rendendo l'oro quotato in dollari meno costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute. Il recupero si è esteso ai metalli preziosi, con rialzi anche per argento, platino e palladio, sebbene l'oro sia rimasto sensibile ai cambiamenti nelle aspettative del mercato obbligazionario.
La politica della Federal Reserve resta fonte di incertezza
Nonostante il rimbalzo, gli investitori temono ancora che un'inflazione persistente possa costringere la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria restrittiva. Il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha indicato giovedì che i tassi d'interesse potrebbero dover salire nei prossimi sei-nove mesi per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% della banca centrale. Non ha espresso esplicitamente il proprio sostegno a un aumento nella riunione di ottobre.
I trader prevedono in larga parte che la Fed lasci invariati i costi di finanziamento più avanti questo mese, ma la possibilità di tassi più elevati in seguito rappresenta una sfida per l'oro. Un nuovo aumento dei rendimenti dei Treasury potrebbe ridurre la domanda di oro, soprattutto se i dati sull'inflazione rafforzassero le aspettative di una prosecuzione della stretta monetaria.
Gli sviluppi geopolitici aumentano l'incertezza sui mercati
Il recupero dell'oro ha coinciso anche con il calo dei prezzi del petrolio, dopo che il presidente Donald Trump ha escluso ulteriori attacchi USA contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato di novembre. L'annuncio ha ridotto i timori immediati di un'ulteriore escalation militare, sebbene il conflitto più ampio e le restrizioni sulle spedizioni energetiche regionali restino irrisolti.
Per gli investitori nell'oro, il prossimo test importante sarà capire se i rendimenti dei Treasury resteranno più bassi. L'ultimo rally ha portato i prezzi spot sopra 4,190 $, ma la sua tenuta dipende dalle aspettative sull'inflazione, dal dollaro e dalla risposta della Fed alle condizioni economiche. La forte domanda di titoli di Stato ha offerto sollievo nel breve termine; una ripresa duratura richiederebbe costi di finanziamento più stabili.
In precedenza, avevamo riferito che l'oro resta sotto pressione dopo il calo del 6% a settembre.
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