Kyle Torpey

Il Venezuela punta a 76B$ di investimenti petroliferi mentre accelera la ripresa produttiva

Il Venezuela punta a 76B$ di investimenti petroliferi mentre accelera la ripresa produttiva
Il Venezuela accelera la ripresa del settore petrolifero

​Il Venezuela sta intensificando gli sforzi per ricostruire la propria industria petrolifera dopo anni di calo della produzione e degli investimenti. Tuttavia, la portata dei nuovi piani solleva una questione più ampia: con quale rapidità il Paese riuscirà a trasformare gli accordi d’investimento in capacità produttiva effettiva?

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L’accordo con gli USA riguarda 17 giacimenti petroliferi e 250 impianti di perforazione

Il Venezuela prevede di attrarre quasi 76 miliardi di dollari di investimenti nel settore petrolifero nei prossimi cinque anni. Secondo Investing.com, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato che i fondi sono legati agli accordi firmati di recente, tra cui un’intesa bilaterale con gli Stati Uniti che riguarda 17 giacimenti petroliferi e prevede l’impiego di 250 impianti di perforazione.

In totale, le parti hanno firmato 61 accordi mirati a ricostruire l’industria petrolifera e ad ampliare la produzione. Dalla destituzione di Nicolás Maduro nel gennaio 2026, il Venezuela ha gradualmente riaperto il proprio settore energetico ai capitali stranieri con il sostegno dell’amministrazione Trump. È importante sottolineare che la cifra di 76 miliardi di dollari rappresenta gli investimenti previsti nell’arco di cinque anni, non capitale già impiegato.

La produzione petrolifera nello Zulia sale verso 400.000 barili al giorno

Rodríguez ha indicato l’aumento della produzione nello Stato occidentale dello Zulia come uno dei primi segnali della ripresa del settore. Secondo quanto dichiarato, la produzione è aumentata da 70.000 a 370.000 barili al giorno, mentre il governo punta a raggiungere 400.000 barili al giorno entro la fine del 2026. Non ha specificato il periodo in cui si è verificato l’aumento.

Nonostante questi progressi, il settore petrolifero venezuelano continua a fare i conti con le conseguenze di anni di sottoinvestimenti, i problemi tecnici della società statale PDVSA e le sanzioni statunitensi. All’inizio di settembre, la produzione nazionale si attestava intorno a 1,25 milioni di barili al giorno, rispetto ai circa 3 milioni di barili al giorno raggiunti al suo picco alla fine degli anni ’90.

Il divario evidenzia quanto lavoro resti da fare prima che il Venezuela possa avvicinarsi alla propria capacità produttiva precedente.

L’espansione di Chevron evidenzia opportunità e rischi per il settore petrolifero venezuelano

I principali produttori internazionali stanno già ampliando la propria presenza nel Paese. Chevron, ad esempio, ha annunciato piani per investire oltre 7 miliardi di dollari nell’arco di cinque anni e più che raddoppiare la produzione venezuelana, portandola a circa 600.000 barili al giorno.

La società ha inoltre ottenuto ulteriori concessioni nella Faja dell’Orinoco, con l’obiettivo di sfruttare le infrastrutture esistenti e condizioni migliorate per le joint venture.

Come ha osservato in precedenza Traders Union, l’espansione di Chevron potrebbe diventare un importante motore della ripresa produttiva del Venezuela e aumentare le forniture di greggio alle raffinerie statunitensi. Tuttavia, il successo di questi piani d’investimento su larga scala dipende ancora dall’ammodernamento delle infrastrutture obsolete, dal mantenimento di un contesto normativo stabile e dall’entrata in funzione puntuale della nuova capacità produttiva.

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