Oro in calo mentre l’aumento dei costi del petrolio alimenta i timori sull’inflazione

Oro in calo mentre l’aumento dei costi del petrolio alimenta i timori sull’inflazione
L’oro scende mentre l’inflazione legata al petrolio e i rendimenti obbligazionari pesano

​I prezzi dell’oro sono scesi martedì, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio ha riacceso i timori sull’inflazione e sulle prospettive dei tassi d’interesse statunitensi. L’aumento dei rendimenti dei Treasury ha esercitato ulteriore pressione sui lingotti, mentre gli investitori valutavano se la Federal Reserve avrebbe mantenuto invariati i costi di finanziamento nella prossima riunione di politica monetaria.

Punti chiave

  • L’oro spot scende a 4,130 $ mentre aumentano i rendimenti dei Treasury.
  • I prezzi elevati del petrolio riaccendono i timori sull’inflazione negli Stati Uniti.
  • Le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed restano un rischio chiave.

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L’oro spot è stato scambiato a 4.130,15 $ l’oncia, in calo dello 0,26%, secondo gli ultimi dati di mercato. I futures sull’oro di dicembre sono scesi dello 0,26%, a 4.149,17 $ l’oncia. Il calo ha esteso la debolezza della seduta precedente, quando i lingotti avevano perso lo 0,6%, riferisce Bloomberg.

L’aumento dei prezzi del petrolio complica le prospettive sull’inflazione

I prezzi del petrolio sono rimasti vicini ai massimi degli ultimi cinque mesi, mentre le tensioni con l’Iran continuavano a minacciare le forniture energetiche. Teheran ha segnalato l’intenzione di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale per le spedizioni globali di petrolio. Nel frattempo, l’opposizione di alcuni legislatori statunitensi a un accordo proposto per l’esportazione di diesel verso la Russia ha aggiunto incertezza ai mercati energetici.

L’aumento dei costi energetici può trasferirsi sui prezzi al consumo e complicare gli sforzi per riportare l’inflazione sotto controllo. Per l’oro, la preoccupazione immediata è che un’inflazione persistente possa richiedere alla Federal Reserve di mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto.

Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono rimasti elevati dopo essere aumentati nella seduta precedente. La ripresa dei titoli tecnologici ha ridotto la domanda di titoli di Stato, contribuendo all’aumento dei rendimenti. Questo sviluppo ha pesato sull’oro, poiché il metallo non genera interessi e risulta quindi meno attraente quando aumentano i rendimenti obbligazionari.

Le aspettative sulla Federal Reserve restano incerte

Gli investitori osservano attentamente la Federal Reserve in vista della decisione sui tassi d’interesse della prossima settimana. Le ultime dichiarazioni del presidente Kevin Warsh hanno rafforzato le aspettative che i responsabili della politica monetaria lascino invariati i tassi nella riunione di ottobre, invece di reagire immediatamente ai rischi inflazionistici.

I prezzi di mercato hanno riflesso questo cambiamento. La probabilità stimata di un aumento dei tassi di 25 punti base a ottobre è scesa sotto il 20%, rispetto a circa due terzi alla fine del mese scorso. Tuttavia, i trader continuavano ad attribuire una probabilità di circa il 90% a un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.

Durante ottobre l’oro è generalmente rimasto sopra i 4,100 $, dopo aver perso più del 6% a settembre. Tuttavia, il metallo è ancora circa il 20% sotto il livello raggiunto quando il conflitto tra Stati Uniti e Iran è iniziato alla fine di febbraio, a conferma della pressione esercitata dai rendimenti elevati e dalle condizioni monetarie più rigide.

Le prospettive dell’oro dipendono dall’inflazione e dai rendimenti obbligazionari

L’ultimo calo evidenzia le forze contrapposte che influenzano i metalli preziosi. Le tensioni geopolitiche possono sostenere la domanda di oro come bene rifugio, ma l’aumento dei prezzi dell’energia può anche rafforzare le aspettative di una politica monetaria più restrittiva.

Gli investitori restano concentrati sulla prossima decisione di politica monetaria della Federal Reserve, mentre i persistenti timori sull’inflazione e i rendimenti elevati dei Treasury pesano sull’oro. Sebbene l’incertezza geopolitica possa sostenere la domanda del metallo, la prospettiva di una politica monetaria più restrittiva continua a limitarne la ripresa.

In precedenza abbiamo sottolineato che le prospettive del mercato dell’oro migliorano grazie alla domanda cinese e agli acquisti delle banche centrali, che sostengono i prezzi.

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