Oro sotto i 4,000 $: la svendita a Wall Street innesca una stretta sulla liquidità
Venerdì l’oro è rimasto sotto pressione dopo essere brevemente sceso sotto i 4,000 $ l’oncia, al livello più basso da oltre tre mesi, mentre le perdite in borsa si ampliavano e costringevano gli investitori a reperire liquidità. I timori per la spesa nell’intelligenza artificiale e i persistenti rischi d’inflazione hanno prevalso sul sostegno che il metallo prezioso riceverebbe normalmente dal calo dei rendimenti dei Treasury.
Punti chiave
- L’oro rimbalza sopra i 4,015 $ dopo una brusca svendita.
- Le perdite dei titoli AI spingono gli investitori a cercare liquidità.
- Il rincaro del petrolio complica le prospettive della Fed.
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L’oro spot ha perso lo 0,22%, a 4.015,17 $ l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza a dicembre sono scesi dello 0,75%, a 4.030,15 $. In precedenza, il prezzo dell’oro era sceso sotto i 3,990 $, al livello più basso da metà luglio, mentre gli investitori vendevano lingotti per far fronte alle esigenze di liquidità durante il crollo dei mercati azionari, secondo Bloomberg.
Le perdite azionarie innescano liquidazioni dell’oro
Il calo segue la flessione di quasi il 3% registrata giovedì dal metallo prezioso, che si avvia a segnare la peggiore performance settimanale da giugno. Le vendite si sono intensificate quando gli investitori hanno ridotto l’esposizione alle società tecnologiche, in un contesto di crescenti dubbi sulla capacità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale di generare rendimenti sufficienti.
L’oro, considerato di norma un investimento difensivo, può subire pressioni durante bruschi ribassi dei mercati, quando gli investitori necessitano di liquidità immediata. Talvolta le posizioni vengono liquidate per coprire richieste di margine, soddisfare requisiti di garanzia o compensare perdite in altri settori, anche quando l’incertezza economica generale dovrebbe normalmente sostenere la domanda.
Durante le vendite, i titoli del Tesoro statunitense hanno attirato acquirenti, prolungando i rialzi della seduta precedente. Questo spostamento ha messo in evidenza l’insolita pressione sull’oro, che non ha beneficiato del calo dei rendimenti dei titoli di Stato.
Le prospettive della Federal Reserve offrono un sostegno limitato
I trader hanno ridotto le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, mentre si intensificano i timori per la crescita economica. Le quotazioni di mercato indicano una probabilità inferiore al 10% di un rialzo di un quarto di punto nella riunione della prossima settimana, suggerendo che gli investitori si aspettano sempre più che i responsabili della politica monetaria evitino ulteriori strette.
In genere, tassi d’interesse più bassi favoriscono l’oro, riducendo il costo opportunità di detenere un asset che non paga interessi. Tuttavia, gli analisti di Global X ETFs e Oversea-Chinese Banking Corp. hanno indicato le pressioni sulla liquidità e i persistenti timori d’inflazione come ostacoli a una ripresa duratura.
I prezzi del petrolio complicano la ripresa
Il Brent è salito oltre i 113 $ al barile, mentre i nuovi attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita hanno minacciato le infrastrutture energetiche e le rotte di approvvigionamento regionali. Il rincaro del petrolio potrebbe prolungare le pressioni inflazionistiche, limitando il margine di manovra della Federal Reserve anche mentre i mercati finanziari si indeboliscono.
Dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, a fine febbraio, l’oro ha perso oltre il 20%, a dimostrazione del drastico cambiamento delle condizioni di mercato. Anche l’argento è sceso, mentre platino e palladio hanno registrato modesti rialzi.
La combinazione di energia costosa, incertezza sulla politica monetaria e vendite forzate lascia l’oro vulnerabile, nonostante il suo tradizionale ruolo difensivo. Una ripresa duratura potrebbe dipendere da mercati azionari più stabili e da prove più solide di un rallentamento dell’inflazione.
Abbiamo inoltre riferito che il World Gold Council prevede un’espansione del mercato dell’oro digitale, con asset tokenizzati per un valore di 55 miliardi di dollari.
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