Argento ancora debole: UBS punta a 80 $ entro settembre 2027
L’argento resta sotto pressione dopo una nuova ondata di vendite sui metalli preziosi. Tuttavia, la debolezza nel breve termine non ha cancellato le aspettative di una ripresa più ampia, e le prospettive di medio termine continuano a suscitare notevole interesse.
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UBS prevede che l’argento raggiunga gli 80 $ entro settembre 2027
UBS Global Wealth Management mantiene una visione positiva sull’argento nonostante la recente correzione. Secondo Investing.com, la banca prevede che il metallo salga da 53,95 $ l’oncia a 70 $ entro dicembre 2026. La previsione indica poi un prezzo di 75 $ entro metà 2027 e di 80 $ entro settembre.
Lo stratega di UBS Giovanni Staunovo osserva che l’argento continua a muoversi in linea generale con l’oro, ma con una volatilità nettamente superiore. Le variazioni dei tassi d’interesse reali, il rafforzamento del dollaro statunitense e una politica monetaria più restrittiva possono quindi provocare oscillazioni molto più marcate del metallo.
La domanda legata all’IA e il persistente deficit di offerta sostengono le prospettive di lungo periodo
La domanda industriale resta uno dei principali pilastri delle prospettive di lungo periodo dell’argento. L’espansione dei data center, gli investimenti nelle infrastrutture per l’IA, gli interventi di ammodernamento delle reti elettriche e il crescente impiego di componenti elettronici nelle auto contribuiscono tutti ad aumentare i consumi.
C’è però anche un fattore contrario. I prezzi elevati dell’argento spingono i produttori di pannelli solari a ridurre la quantità di metallo impiegata nella produzione e a sperimentare materiali alternativi. Secondo il Silver Institute, le previsioni iniziali indicavano un calo del 2% della domanda industriale di argento nel 2026.
I vincoli di offerta rappresentano un’ulteriore fonte di sostegno. Gran parte dell’argento mondiale è prodotto come sottoprodotto dell’estrazione di rame, zinco, piombo e oro, il che limita la rapidità con cui le società minerarie possono reagire all’aumento dei prezzi.
UBS prevede che il mercato globale dell’argento resti in deficit per il sesto anno consecutivo nel 2026, nonostante l’aumento dei volumi di riciclo.
La politica della Fed e la debolezza tecnica potrebbero ritardare la ripresa dell’argento
Nonostante le prospettive rialziste di lungo periodo di UBS, il quadro nel breve termine resta vulnerabile. Secondo l’analista di Traders Union Anton Kharitonov, l’argento è sceso sotto il supporto a 55,60–55,40 e in seguito ha testato quota 53,60.
Finché i rimbalzi resteranno limitati dalla resistenza a 54,40–54,60, permane il rischio di un’ulteriore discesa verso la soglia psicologica dei 50.
La decisione della Federal Reserve del 28 ottobre sarà particolarmente importante. Il mantenimento di una linea restrittiva e un ulteriore rafforzamento del dollaro potrebbero rinviare la ripresa anche se il deficit strutturale di offerta dovesse persistere.
UBS segnala inoltre i rischi legati a una crescita globale più debole e a una transizione più rapida dei produttori verso sostituti dell’argento. Le prospettive di rialzo a lungo termine restano quindi intatte, ma la volatilità nel breve periodo potrebbe rimanere elevata.
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