Il gas naturale rischia una nuova rottura al ribasso mentre il supporto a 3,04 $ è sotto pressione
Il gas naturale perde circa il 3,4% il 29 ottobre, scambiando intorno a 3,05 $/MMBtu e cancellando quasi del tutto i rialzi delle due sessioni precedenti. Sul grafico a 4 ore, i prezzi hanno ripreso a scendere dopo il tentativo fallito di consolidarsi sopra la resistenza a 3,15–3,18 $.
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Il rapporto EIA sulle scorte potrebbe accentuare la volatilità dei prezzi
Oggi l'attenzione degli operatori del mercato statunitense del gas naturale è rivolta al rapporto settimanale dell'EIA relativo alla settimana conclusa il 23 ottobre. Le stime preliminari di consenso prevedono un aumento delle scorte di circa 75–76 Bcf, dopo il precedente incremento di 77 Bcf, mentre la media stagionale quinquennale si attesta intorno a 73–77 Bcf, a seconda della stima considerata.
Se le previsioni saranno confermate, le scorte totali si avvicineranno a 3,720 Tcf, restando leggermente al di sopra della media quinquennale. L'ultimo rapporto EIA ufficiale indicava 3,644 Tcf, 152 Bcf in meno rispetto allo scorso anno ma 35 Bcf in più rispetto alla media storica. Il mercato statunitense si avvia quindi alla stagione del riscaldamento senza una carenza marcata, sebbene permangano differenze regionali significative.
Particolarmente rilevante è la situazione nella regione South Central, dove le scorte sono inferiori del 3,4% alla media quinquennale, mentre il deficit negli impianti di stoccaggio in giacimenti salini sfiora il 15%. Il rapporto di oggi è quindi particolarmente importante: un aumento delle scorte superiore alle attese potrebbe accrescere la pressione sui prezzi, mentre un'iniezione inferiore creerebbe le condizioni per un recupero tecnico.
Le restrizioni alle forniture dal Medio Oriente alimentano l'incertezza
La situazione in Medio Oriente resta tesa nonostante gli sforzi diplomatici in corso per ripristinare gli scambi energetici nella regione. Secondo le notizie del 29 ottobre, QatarEnergy ha prorogato fino alla fine di dicembre le restrizioni sulle consegne contrattuali di LNG, aumentando l'incertezza per gli acquirenti europei e asiatici.
L'impatto di questi fattori sull'Henry Hub statunitense resta tuttavia limitato: neppure un forte aumento dei prezzi globali consente agli esportatori di incrementare immediatamente le spedizioni oltre la capacità dei terminal esistenti. Di conseguenza, il premio per il rischio geopolitico globale non riesce ancora a compensare del tutto la pressione esercitata dall'elevata produzione e dal clima mite sul mercato interno statunitense.
La domanda stagionale limita il potenziale di ribasso
L'attuale calo dei prezzi del NATGAS mette a serio rischio il supporto intorno a 3,04 $, la cui rottura potrebbe intensificare la pressione ribassista e portare i prezzi verso 2,98–2,94 $. Tuttavia, considerati il fattore stagionale e la situazione in Medio Oriente, i ribassisti dovrebbero mantenere la massima cautela, come ho avvertito in La ripresa del gas naturale resta fragile nonostante la maggiore domanda di LNG.
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