L’oro supera i 4,1K $ mentre il dollaro USA si indebolisce dopo le elezioni di metà mandato
Giovedì l’oro ha proseguito il recupero, superando i 4,100 $ l’oncia mentre il dollaro e i rendimenti dei Treasury statunitensi scendevano dopo la vittoria dei Democratici in entrambe le camere del Congresso. Il metallo prezioso ha continuato a rimbalzare dopo aver guadagnato oltre il 3% mercoledì, mentre gli investitori rivalutavano la politica fiscale statunitense e le prospettive sui tassi d’interesse.
Punti chiave
- L’oro spot è salito dell’1,61% a 4.126,87 $ l’oncia.
- Il calo dei rendimenti dei Treasury e l’indebolimento del dollaro hanno sostenuto l’oro.
- Il rapporto USA sull’occupazione di venerdì potrebbe influenzare la prossima mossa.
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L’oro spot è salito dell’1,61% a 4.126,87 $, mentre i futures sull’oro con scadenza a dicembre 2026 hanno guadagnato l’1,55% a 4.136,26 $, secondo gli ultimi dati di mercato. Secondo Bloomberg, anche il calo dei prezzi del petrolio ha sostenuto l’oro, attenuando le preoccupazioni sull’inflazione e riducendo le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
La vittoria dei Democratici mette sotto pressione il dollaro e i rendimenti dei Treasury
La vittoria del Partito Democratico in entrambe le camere del Congresso ha alimentato le aspettative di maggiori vincoli all’agenda fiscale e di spesa del presidente Donald Trump. Gli investitori hanno reagito riducendo l’esposizione al dollaro e ai titoli di Stato statunitensi.
Giovedì l’indice del dollaro USA è sceso dello 0,24%. Anche i rendimenti dei Treasury hanno continuato a calare, creando condizioni più favorevoli per i metalli preziosi. In genere, l’oro beneficia di rendimenti più bassi perché non genera interessi. Un dollaro più debole rende inoltre il metallo prezioso meno costoso per gli acquirenti internazionali, favorendo potenzialmente la domanda.
La reazione del mercato riflette tuttavia soprattutto le aspettative, piuttosto che cambiamenti già attuati nelle politiche. Nonostante i risultati elettorali, la direzione della politica fiscale statunitense resta incerta.
Il calo dei prezzi del petrolio attenua le preoccupazioni sull’inflazione
Il ribasso dei prezzi dell’energia ha offerto un ulteriore sostegno all’oro. I futures sul Brent hanno proseguito la discesa dopo essere scesi mercoledì sotto i 100 $ al barile per la prima volta dall’inizio di ottobre.
Il calo è seguito alle dichiarazioni di Trump, che ha minimizzato la possibilità di ulteriori attacchi statunitensi contro l’Iran. Le minori aspettative di un’escalation militare hanno contribuito ad attenuare i timori di interruzioni delle forniture petrolifere.
Un petrolio meno costoso potrebbe moderare nel tempo le pressioni inflazionistiche e ridurre le aspettative di un ulteriore inasprimento monetario da parte della Federal Reserve. Un simile cambiamento eliminerebbe un importante ostacolo alla ripresa dell’oro.
Nonostante il recente rialzo, l’oro resta oltre il 20% sotto il livello raggiunto all’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, a fine febbraio. I maggiori costi energetici e una politica monetaria più restrittiva hanno pesato sui prezzi per mesi.
I dati sull’occupazione USA potrebbero determinare la prossima mossa
Gli investitori attendono ora il rapporto sull’occupazione statunitense di venerdì, alla ricerca di nuovi segnali sulle condizioni economiche e sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve.
Dati sull’occupazione più deboli potrebbero rafforzare le aspettative di tassi d’interesse più bassi. Dati più solidi, invece, potrebbero sostenere i rendimenti dei Treasury e limitare ulteriori rialzi dell’oro.
La ripresa dell’oro si trova quindi davanti a una prova importante. La possibilità di mantenere i guadagni potrebbe dipendere dalla prosecuzione del calo dei rendimenti e dell’attenuazione delle pressioni inflazionistiche oltre la reazione immediata alle elezioni.
Abbiamo inoltre riportato che Bitcoin supera gli 80.500 $ mentre le azioni USA avanzano dopo le elezioni di metà mandato.
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