Bending Spoons ottiene rating Ba3 da Moody’s sulle nuove obbligazioni garantite da 1,5 miliardi di dollari

Bending Spoons ottiene rating Ba3 da Moody’s sulle nuove obbligazioni garantite da 1,5 miliardi di dollari
Bending Spoons, rating Ba3

Nel quadro della sua strategia di crescita per acquisizioni, Bending Spoons ottiene da Moody’s un rating Ba3 sulle nuove obbligazioni senior secured per 1,5 miliardi di dollari. L’agenzia conferma anche il corporate family rating Ba3 con outlook stabile, indicando che la raccolta serve soprattutto a sostenere future operazioni di M&A.

Punti chiave

  • Bending Spoons ha collocato nuove obbligazioni senior secured per 1,5 miliardi di dollari con scadenza 2032, rating Ba3 da Moody’s e outlook stabile.
  • Moody’s valuta favorevolmente la capacità di integrare acquisizioni, la diversificazione dei ricavi e una net revenue retention del 97%, ma segnala rischi da rapida crescita e forte concorrenza.
  • Bending Spoons dispone di circa 3 miliardi di dollari di liquidità post-operazione e linee revolving per 2 miliardi di dollari, con outlook di solida generazione di free cash flow.

Emissione obbligazionaria e valutazione creditizia

Come riportato da Teleborsa, che cita Moody’s, le nuove obbligazioni senior secured di Bending Spoons hanno un valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari, tra titoli in dollari ed equivalenti in euro, con scadenza nel 2032. Le emissioni fanno capo rispettivamente a Bending Spoons U.S. e Bending Spoons Operations, mentre il giudizio sul gruppo resta fissato a Ba3 con prospettive stabili.

Per l’agenzia, l’uso della leva per finanziare nuove acquisizioni è coerente con il modello di crescita esterna della società ed è già incorporato nella valutazione del merito creditizio. Moody’s si attende che le future operazioni contribuiscano ad aumentare la scala del gruppo, a diversificare le attività e a generare una quota significativa degli utili operativi e dei flussi di cassa futuri.

Le previsioni dell’agenzia indicano inoltre che i parametri finanziari restano coerenti con il rating Ba3 e con l’obiettivo aziendale di mantenere la leva finanziaria tra 2 e 3 volte il rapporto tra debito netto ed EBITDA, secondo la definizione adottata da Bending Spoons.

Liquidità, punti di forza e rischi per il profilo di credito

A sostegno del giudizio, Moody’s segnala i risultati operativi del gruppo, la capacità dimostrata di integrare acquisizioni frequenti e la generazione positiva di cassa. Tra gli elementi favorevoli rientrano anche la capacità di acquisire, integrare e ottimizzare prodotti digitali, le opportunità di monetizzazione su una base di oltre 500 milioni di utenti mensili, la diversificazione dell’offerta, la prevalenza dei ricavi da abbonamento e un net revenue retention del 97%.

Restano però fattori di rischio la rapidità delle acquisizioni, in larga parte finanziate a debito, la dimensione ancora relativamente contenuta del gruppo nei singoli segmenti del mercato digitale e la forte concorrenza in settori con basse barriere all’ingresso. Moody’s richiama anche i possibili cambiamenti nel comportamento degli utenti e nell’evoluzione tecnologica, che potrebbero ridurre l’utilizzo dei prodotti e incidere sui risultati.

La posizione di liquidità è giudicata buona: dopo l’operazione, Bending Spoons dispone di circa 3 miliardi di dollari di liquidità in bilancio e di linee revolving interamente disponibili per circa 2 miliardi di dollari. Moody’s prevede inoltre una solida generazione di free cash flow, ritenuta sufficiente a coprire le esigenze finanziarie, inclusi i rilevanti rimborsi dei prestiti a termine attesi nel biennio 2027-2028.

L’outlook stabile riflette l’aspettativa che, nonostante la strategia di acquisizioni, il profilo aziendale e i principali indicatori finanziari restino coerenti con il rating Ba3. Un eventuale miglioramento del giudizio richiede invece una crescita sostenuta di ricavi ed EBITDA, una leva rettificata da Moody’s sotto 3,5 volte e un rapporto tra free cash flow rettificato e debito stabilmente superiore al 15%.

Nel nostro precedente articolo sulla prima obbligazione di Autostrade per l’Italia quotata sul MOT abbiamo raccontato l’emissione da 750 milioni di euro, chiusa a settembre 2026, che ha registrato una domanda di circa 2,6 miliardi. Abbiamo spiegato che i proventi erano destinati a rafforzare la liquidità del gruppo e a finanziare investimenti per manutenzione, ammodernamento e potenziamento della rete autostradale, con la prospettiva di ulteriori emissioni sul mercato dei capitali.

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