Yulia Slavina

SACE avvia Export Challenge con Zest per sviluppare soluzioni contro i rischi dell’export

SACE avvia Export Challenge con Zest per sviluppare soluzioni contro i rischi dell’export
Sfida innovativa SACE

Nel quadro del piano strategico SACE50, SACE apre una nuova iniziativa per raccogliere idee innovative capaci di aiutare le imprese italiane a gestire i rischi legati all’export. Le candidature per Export Challenge sono aperte dal 3 novembre al 7 dicembre 2026 e si rivolgono a studenti, neolaureati e specialisti dell’innovazione anche senza una società già costituita o un prototipo.

Punti chiave

  • SACE e Zest lanciano Export Challenge offrendo un montepremi totale di 6.000 euro, con call aperta a studenti e innovatori per soluzioni a supporto dell'export italiano.
  • Il percorso SmartLab, previsto tra gennaio e febbraio 2027, selezionerà fino a 10 team che svilupperanno idee su Business Concept, AI Validation e Pitch Enhancement per la fase finale.
  • L'iniziativa, parte del piano strategico 2026-2028 di SACE, focalizza su rischi geopolitici, tecnologici e ambientali, promuovendo strumenti per anticipare e gestire criticità nei mercati internazionali.

Call aperta e percorso di sviluppo delle proposte

Come riportato da Teleborsa, SACE lancia Export Challenge in collaborazione con Zest per trasformare idee innovative in proposte concrete a supporto della competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali. Ogni candidatura deve indicare come la soluzione possa essere utilizzata da SACE per sostenere le aziende, anche attraverso il miglioramento dei processi interni.

La call è aperta a studenti universitari, partecipanti a master e Business School, dottorandi, neolaureati di atenei italiani o esteri e specialisti del mondo dell’innovazione. Non è necessario presentarsi con una società già costituita o con un prototipo, perché il punto di partenza richiesto è un’idea di processo, prodotto, servizio o tecnologia collegata a una delle tre sfide individuate.

Saranno selezionati fino a 10 team per accedere allo SmartLab, un percorso di quattro settimane previsto indicativamente tra gennaio e febbraio 2027. Il programma include attività su Business Concept, AI Validation e Pitch Enhancement, oltre a sessioni di mentoring, coaching individuale e revisione del pitch, con l’obiettivo di definire problema, destinatari, funzionamento della soluzione e benefici attesi per l’impresa esportatrice.

I team ammessi al Final Pitch, la cui data sarà comunicata successivamente, presenteranno il proprio business concept a una giuria. Il montepremi complessivo è di 6.000 euro, con 3.000 euro al primo classificato, 2.000 euro al secondo e 1.000 euro al terzo.

Tre aree di rischio per l’export italiano

L’iniziativa si inserisce nel piano strategico 2026-2028 di SACE, costruito anche sull’ascolto di oltre 400 imprese italiane, e punta a rafforzare la capacità del sistema produttivo di affrontare mercati internazionali più complessi. La collaborazione con Zest unisce il ruolo di SACE nel supporto all’export con competenze in startup, accelerazione e Open Innovation per validare il potenziale delle idee e trasformarle in proposte di business.

La prima challenge riguarda i rischi geopolitici, normativi e commerciali. Le soluzioni devono aiutare le imprese ad anticipare cambiamenti legati a tensioni internazionali, dazi e nuove regole, valutarne l’impatto e gestirne le conseguenze su accesso ai mercati, redditività e continuità operativa.

La seconda challenge è dedicata ai rischi tecnologici e operativi, come attacchi informatici, guasti, problemi di qualità e interruzioni delle forniture, che possono compromettere gli impegni verso i clienti esteri. La terza si concentra invece sui rischi climatici e ambientali, con l’obiettivo di sviluppare strumenti per valutare e gestire l’esposizione di stabilimenti, fornitori e trasporti, proteggendo la continuità dell’export e la conformità ai requisiti ambientali richiesti dai mercati esteri.

Per Antonio Frezza, Chief Marketing, Innovation & Operations di SACE, l’innovazione rappresenta una leva strategica per rafforzare la competitività delle imprese italiane e anticipare i rischi dei mercati internazionali. Antonella Zullo, amministratrice delegata di Zest Innovation, sottolinea invece che il progetto punta a mettere in contatto competenze diverse per trasformare intuizioni e nuovi punti di vista in soluzioni concrete per i rischi dell’export.

Nel nostro precedente approfondimento sugli investimenti immateriali e la loro misurazione, abbiamo raccontato il programma Global INTAN-Invest sviluppato da Luiss Business School e WIPO per monitorare asset come software, dati, R&S e marchi. L’analisi evidenziava come nel 2025 questi investimenti abbiano superato i 10.000 miliardi di dollari nelle economie osservate, diventando una leva centrale per la competitività delle imprese e per l’orientamento delle politiche economiche.

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