Ethereum riuscirà a uscire dal suo range mentre la volatilità continua a ridursi?
Ethereum mostra una forza relativa il 17 agosto, ma il prezzo rimane confinato nel range $1850–1950, che ne ha limitato i movimenti per oltre un mese.
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Secondo SoSoValue, gli ETF spot su Ethereum negli Stati Uniti hanno registrato un modesto deflusso netto complessivo di circa 2,26 milioni di dollari tra il 10 e il 14 agosto. Si tratta della prima settimana negativa dopo cinque settimane consecutive di afflussi netti.
Anche il quadro on-chain rimane contrastante. Il TVL di ETH è pari a circa 41,3 miliardi di dollari, in aumento dello 0,56% nelle ultime 24 ore, mentre la capitalizzazione di mercato delle stablecoin è di circa 147,8 miliardi di dollari, dopo essere diminuita dello 0,5% nell’ultima settimana, secondo DeFiLlama. I volumi giornalieri sui DEX sono pari a circa 362 milioni di dollari, mentre gli afflussi netti nella rete nelle ultime 24 ore sono stimati intorno a 7,9 milioni di dollari.

Il range $1850–1950 continua a definire il prossimo movimento
Ethereum mostra forza il 17 agosto, ma rimane all’interno del range $1850–1950 delineato in precedenza. Questo movimento laterale va avanti ormai da oltre un mese. È quindi davvero importante che Ethereum esca da questo range per capire quale sarà la prossima direzione.
L’elemento importante da monitorare è la media a 200 giorni, vicina a 2000 dollari. Questo è lo scoglio che Ethereum deve superare. Se Ethereum riuscirà a portarsi sopra questa media e a rimanervi, potrebbe arrivare fino a 2100 dollari.
D’altra parte, la media a 50 giorni, vicina a 1846 dollari, rappresenta il supporto sopra il quale Ethereum deve mantenersi. Se ETH scendesse al di sotto, sarebbe un segnale negativo nel breve termine e potrebbe persino scendere fino a 1700 dollari.
Più a lungo il prezzo rimane in questo range, maggiore sarà il movimento quando alla fine avverrà il breakout.
La compressione della volatilità aumenta il rischio di breakout
La volatilità a 30 giorni di ETH continua la sua traiettoria discendente, attestandosi ora intorno all’1,25% e raggiungendo livelli minimi che non si vedevano dall’agosto 2023.
Questa contrazione non indica in quale direzione avverrà probabilmente il breakout finale; tuttavia, aumenta la probabilità di assistere a un movimento direzionale esplosivo. I trader di breve termine dovrebbero quindi prestare particolare attenzione al dimensionamento delle posizioni e alla gestione del rischio nelle prossime sessioni.
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