BTC/USD mantiene il range mentre prospettive sui tassi e flussi degli ETF spingono in direzioni opposte
BTC/USD viene scambiato intorno a 83.900 $ il 1° ottobre e, dopo il tentativo di ieri verso 85.500 $, è tornato nella parte centrale del suo range locale. Sul grafico orario, il momentum sta gradualmente diminuendo: dopo il rally di settembre verso 87.000 $, il prezzo ha trascorso diverse sessioni tra circa 83.000 $ e 85.000 $, mentre le medie mobili hanno iniziato a convergere quasi nella stessa area.
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I dati statunitensi attenuano il segnale sull’inflazione, ma i rendimenti restano elevati
I dati statunitensi di ieri hanno inviato un segnale contrastante al mercato crypto. Il PIL del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo, a una crescita annualizzata del 2,2%, mentre la spesa dei consumatori è aumentata dello 0,9% ad agosto, confermando la resilienza dell’economia. Allo stesso tempo, la componente relativa all’inflazione è risultata più contenuta: il PCE è aumentato dello 0,3% su base mensile, mentre il Core PCE si è attestato al 3,0% su base annua.
Per BTC, questo è potenzialmente positivo, poiché dopo il rialzo dei tassi della Fed a settembre, al 3,75–4,00%, la probabilità di un altro intervento a ottobre è scesa a circa il 35–40%. Tuttavia, il mercato obbligazionario non sta ancora confermando un significativo allentamento delle condizioni finanziarie: i rendimenti dei Treasury statunitensi restano elevati, quindi la reazione iniziale di Bitcoin ai dati più contenuti sul PCE si è rapidamente esaurita.
L’eurozona sta influenzando BTC principalmente attraverso il quadro più ampio della liquidità globale. La disoccupazione è rimasta al 6,4% ad agosto, mentre l’inflazione è ancora sufficientemente elevata perché, dopo aver portato il tasso sui depositi al 2,50% a settembre, la BCE non possa passare con sicurezza a una pausa prolungata.
Il mercato continua a considerare possibile un altro rialzo dei tassi, sebbene le aspettative per la prossima riunione siano quasi equamente divise tra una pausa e un ulteriore aumento. Di conseguenza, né la Fed né la BCE stanno attualmente fornendo al mercato un segnale chiaro dell’imminente avvio di un ciclo di allentamento, e un simile segnale rappresenterebbe un driver fondamentale molto più forte per BTC rispetto a dati sull’inflazione favorevoli ma isolati.
Il momentum degli ETF rallenta dopo i forti afflussi di settembre
Per quanto riguarda gli ETF, anche il quadro è diventato meno chiaro. Dopo una solida serie di afflussi nella seconda metà di settembre, inclusi quasi 1B $ il 21 settembre, la domanda ha rallentato sensibilmente, mentre il 30 settembre si è registrato un deflusso netto di circa 139M $. Per ora, questo appare più come una pausa dopo acquisti aggressivi che come un’inversione confermata della domanda istituzionale; tuttavia, ciò che conta per BTC è che il precedente afflusso costante di nuovo capitale non è più presente.
Il mercato si trova quindi in una situazione in cui le aspettative più accomodanti sulla Fed forniscono sostegno, mentre i rendimenti obbligazionari elevati, i flussi più deboli degli ETF e l’incapacità di mantenersi sopra 85.000 $ limitano il rialzo.
Il supporto a 83.000 $ diventa il livello chiave nel breve termine
Di conseguenza, BTC resta in una fase di consolidamento, con il rischio di una rottura al di sotto del supporto nell’area 83.000–82.500 $ e di un calo verso 81.000–80.000 $. Un movimento oltre la resistenza nell’area 85.000–85.500 $, come osservato in BTC/USD si consolida sotto 85.000 $ mentre la pressione dei tassi compensa la domanda degli ETF, aprirebbe la strada verso 87.000–87.500 $.
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