Google lancia un servizio di custodia di Bitcoin

Google lancia un servizio di custodia di Bitcoin
Il nuovo servizio di criptovalute di Google

​La divisione di cloud computing di Google sta continuando a sviluppare un servizio che consentirà agli istituti finanziari di gestire in sicurezza le transazioni in criptovalute. La tecnologia elimina la necessità che una singola parte detenga la chiave privata completa, riducendo il rischio di accessi non autorizzati agli asset digitali.

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Google Cloud ha aggiornato la documentazione del suo servizio Multi-party Compute (MPC), progettato per la custodia istituzionale di Bitcoin. Il servizio utilizza la tecnologia di calcolo multiparte, che consente a più soggetti di autorizzare e firmare congiuntamente le transazioni senza rivelare la chiave privata completa.

Il servizio è ancora in fase di anteprima. Ciò significa che le sue funzionalità e il supporto tecnico potrebbero essere limitati e che il prodotto non è ancora pronto per l'uso commerciale su larga scala.

L'aggiornamento della documentazione è arrivato in vista dell'MPC Symposium, che Google Cloud ospiterà a New York il 28 ottobre. In occasione dell'evento, l'azienda prevede di presentare i nuovi sviluppi nel campo del calcolo multiparte.

Tra i partecipanti in programma figurano rappresentanti di Morgan Stanley, dell'exchange di criptovalute OKX e dei colossi bancari Citi e Wells Fargo.

Come Google sta rafforzando la sicurezza delle transazioni in criptovalute

Lo sviluppo del servizio è in corso almeno da agosto 2026, quando sono comparse le prime voci nelle note di rilascio. Il 1° ottobre, Google ha ampliato i controlli di sicurezza per le transazioni in Bitcoin.

In particolare, il sistema ha acquisito la capacità di verificare gli importi delle transazioni, identificare le tipologie di indirizzo dei destinatari e rilevare gli output di resto, ovvero i bitcoin residui restituiti al mittente al termine di una transazione.

In precedenza, Google Cloud aveva già esplorato il calcolo multiparte sicuro attraverso il progetto Confidential Space. Questo ambiente cloud è progettato per consentire a più soggetti di elaborare e condividere dati in sicurezza.

Le tempistiche esatte per il lancio completo di Multi-party Compute restano sconosciute. Google Cloud non ha inoltre specificato quando il servizio sarà ampiamente disponibile per i clienti istituzionali.

Perché Google entra nel mercato delle criptovalute?

Le grandi banche utilizzano sempre più la tecnologia blockchain per i pagamenti, la custodia di criptovalute e la tokenizzazione degli asset. Tuttavia, operare con asset digitali richiede solidi sistemi di sicurezza, poiché il furto di una chiave privata può comportare la perdita dei fondi. Google Cloud punta a ritagliarsi uno spazio in questo mercato offrendo agli istituti finanziari soluzioni pronte all'uso per la gestione sicura delle criptovalute.

Per Google, questa rappresenta un'opportunità per espandere il proprio business cloud e acquisire nuovi clienti aziendali. Banche e società di investimento potranno utilizzare la sua tecnologia invece di sviluppare sistemi di sicurezza propri. Google non intende detenere direttamente le criptovalute degli utenti, ma fornire infrastrutture agli istituti che operano con asset digitali.

Ricordiamo che Google Cloud sta ampliando la propria infrastruttura NVIDIA Vera Rubin.

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