La banca centrale cinese indaga sulla campagna pubblicitaria di Solana a Shanghai
La People’s Bank of China (PBOC) ha annunciato un’indagine su una campagna pubblicitaria di Solana nel distretto finanziario di Shanghai. L’autorità di vigilanza ha inoltre sospeso gli eventi Solana Accelerate China 2026, citando la violazione del divieto vigente di promuovere le criptovalute.
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L’indagine è stata avviata dopo l’esposizione di una pubblicità di Solana sulla facciata di un edificio di Citigroup nel distretto finanziario di Lujiazui, a Shanghai. Secondo il quotidiano cinese Financial News, la campagna ha attirato grande attenzione nel settore delle criptovalute.
Un rappresentante della PBOC ha affermato che la promozione del marchio tramite società locali veniva di fatto utilizzata per pubblicizzare le criptovalute. Le autorità intendono identificare le persone fisiche e giuridiche coinvolte nell’organizzazione della campagna.
Le autorità cinesi sospendono gli eventi di Solana
Solana aveva programmato una serie di eventi Solana Accelerate China 2026 a Shanghai e in altre città. Gli eventi sono stati però annullati poco prima dell’inizio, in seguito all’intervento delle autorità di vigilanza finanziaria, della polizia e degli organi di vigilanza del mercato.
Un rappresentante della banca centrale ha spiegato che la campagna pubblicitaria violava i requisiti introdotti da otto agenzie governative nel febbraio 2026.
Il documento ha ribadito il divieto di attività legate all’emissione, alla negoziazione e alla promozione di valute virtuali in Cina. Anche le organizzazioni locali che agevolano le attività di piattaforme di criptovalute estere sono soggette a sanzioni.
La PBOC ha inoltre osservato che l’ecosistema Solana viene utilizzato per emettere e far circolare asset digitali, tra cui USDT. Secondo l’autorità di vigilanza, promuovere tali servizi viola le restrizioni vigenti.
Le autorità cinesi continueranno a indagare sugli operatori locali di criptovalute e sulle società collegate a piattaforme estere. Particolare attenzione sarà dedicata al rispetto degli obblighi di identificazione della clientela e delle norme antiriciclaggio.
La Cina rafforza i controlli sulle transazioni in criptovalute
In Cina le restrizioni sulle piattaforme di criptovalute sono in vigore da diversi anni. Nel 2013 le autorità hanno vietato l’uso di Bitcoin come mezzo di pagamento, mentre nel 2021 hanno inasprito i limiti alla negoziazione di asset digitali.
Nel febbraio 2026 le autorità di vigilanza hanno ribadito le restrizioni vigenti e ne hanno esteso l’applicazione alle piattaforme estere che servono gli utenti cinesi tramite intermediari locali.
Le autorità stanno inoltre intensificando gli sforzi per contrastare l’uso delle criptovalute nei casi di corruzione. Una decisione del Partito comunista cinese, datata 29 ottobre e pubblicata il 1° novembre, menziona espressamente le violazioni legate alle valute virtuali e alla tecnologia blockchain.
Le nuove disposizioni prevedono controlli più rigorosi sui metodi digitali utilizzati per occultare proventi illeciti e sulle transazioni finanziarie transfrontaliere. Le attività legate alle criptovalute rientrano pertanto tra gli ambiti sottoposti a controlli anticorruzione.
In precedenza avevamo riferito che le autorità cinesi intendevano confiscare Bitcoin legati a una frode da 5,7 miliardi di dollari. Il caso è diventato uno dei principali procedimenti giudiziari riguardanti gli asset digitali e la loro presunta origine criminale.
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