USA e Giappone intervengono congiuntamente per sostenere lo yen per la prima volta dal 1998
Venerdì gli Stati Uniti e il Giappone hanno acquistato congiuntamente yen, segnando la loro prima operazione coordinata per rafforzare la valuta dal 1998. La mossa ha allontanato bruscamente lo yen dai minimi di quattro decenni e ha segnalato che entrambi i governi sono pronti a contrastare ulteriori cali disordinati.
Punti chiave
- USA e Giappone hanno acquistato congiuntamente yen per la prima volta dal 1998.
- Entrambi i governi hanno lasciato la porta aperta a ulteriori interventi.
- I mercati si aspettano ora una maggiore pressione sulla Banca del Giappone.
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CNBC ha riferito che Washington ha aderito in parte per ridurre il rischio che il Giappone finanzi futuri interventi vendendo ingenti partecipazioni in Treasury statunitensi, il che potrebbe spingere al rialzo i costi di indebitamento americani. Lo yen si era indebolito fino a 163,73 per dollaro giovedì, prima di recuperare a 157,57 venerdì e rafforzarsi ulteriormente dopo che Tokyo ha confermato l'operazione.
Una rara difesa congiunta dello yen
Il Ministero delle Finanze giapponese ha dichiarato che l'intervento è stato coordinato con il Tesoro statunitense per affrontare l'eccessiva volatilità e i movimenti valutari disordinati. Si è trattato della prima operazione congiunta di acquisto di yen dal 1998 e del primo intervento coordinato che ha coinvolto entrambi i paesi da quando il G7 agì per indebolire lo yen dopo il terremoto del Giappone del 2011.
Lo yen si è brevemente rafforzato a circa 155,20 per dollaro lunedì, ben al di sopra del suo recente minimo vicino a 164. Funzionari giapponesi e statunitensi hanno indicato che ulteriori acquisti coordinati rimangono possibili, aumentando i rischi per gli investitori che scommettono su un continuo deprezzamento.
Proteggere i mercati dei Treasury
La partecipazione di Washington riflette preoccupazioni che vanno oltre il mercato dei cambi. Il Giappone è un importante detentore di debito pubblico statunitense e vendite massicce di Treasury per raccogliere dollari per interventi unilaterali potrebbero aumentare i rendimenti in un mercato obbligazionario già fragile.
Entrambi i governi hanno evidenziato la struttura di pronti contro termine (repo) per le autorità monetarie estere e internazionali della Federal Reserve. Il programma consente alle autorità straniere autorizzate di ottenere liquidità temporanea in dollari a fronte di titoli del Tesoro invece di venderli direttamente. Gli analisti hanno visto questo segnale come un'importante salvaguardia per i mercati di finanziamento statunitensi e una potenziale fonte di finanziamento per futuri interventi.
La BOJ diventa il prossimo test
L'intervento può interrompere le operazioni valutarie unidirezionali, ma non rimuove le forze strutturali che indeboliscono lo yen. Il Giappone ha ancora tassi di interesse più bassi rispetto agli Stati Uniti, mentre gli elevati costi di importazione di energia e le preoccupazioni fiscali continuano a pesare sulla valuta.
I mercati si stanno quindi concentrando sulla possibilità che la Banca del Giappone alzi il suo tasso di riferimento dell'1% a settembre invece di aspettare fino a ottobre. Le aspettative di un inasprimento anticipato hanno sollevato il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a due anni e potrebbero fornire un sostegno più duraturo rispetto ai ripetuti acquisti di valuta.
Le notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero venduto euro anziché dollari per acquistare yen hanno aggiunto incertezza. Alcuni analisti hanno sostenuto che questa struttura insolita abbia indebolito il segnale, sollevando dubbi sul motivo per cui Washington abbia evitato vendite dirette di dollari.
Un'alleanza finanziaria più ampia
L'operazione collega la stabilità dello yen, la politica monetaria giapponese e la resilienza del mercato dei Treasury statunitensi. Il suo successo a lungo termine dipenderà meno dal rimbalzo iniziale da 163,73 che dalla decisione della BOJ di inasprire la politica e dalla volontà di entrambi i governi di continuare ad agire insieme.
Abbiamo anche riferito che la Banca del Giappone mantiene i tassi invariati mentre lo yen debole aumenta la pressione.
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