Lo yen cala mentre cresce l’incertezza sui prossimi rialzi dei tassi
Lo yen ha proseguito la sua discesa contro il dollaro venerdì, dopo che il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda si è astenuto dal segnalare un percorso di inasprimento più aggressivo, deludendo gli investitori che si aspettavano un messaggio hawkish. La valuta si è indebolita anche dopo che la banca centrale ha portato il tasso di riferimento al livello più alto degli ultimi trent’anni.
Punti chiave
- Lo yen si è indebolito fino all’1,3%, a 158,05.
- La Bank of Japan ha portato il tasso di riferimento all’1,25%.
- La decisione sui tassi è stata approvata con un voto di 7-2.
- Ueda ha lasciato aperte le opzioni di politica monetaria future.
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Lo yen è sceso fino all’1,3% a 158,05 per dollaro dopo che Ueda ha lasciato aperte le opzioni della Bank of Japan sui tempi e sull’entità dei futuri interventi sui tassi, senza impegnarsi ad accelerare l’inasprimento, secondo quanto riportato da Bloomberg. La Bank of Japan ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo all’1,25%, in linea con le attese di tutti gli economisti interpellati da Bloomberg, ma la decisione è stata approvata con un voto di 7-2.
Il voto diviso della Bank of Japan mette sotto pressione lo yen
I membri del board Toichiro Asada e Ayano Sato si sono opposti al rialzo. Entrambi sono stati nominati dalla premier Sanae Takaichi, aggiungendo un ulteriore elemento per gli investitori che valutano come la composizione del board potrebbe influenzare la politica monetaria nel tempo.
La reazione dello yen ha evidenziato quanto dell’inasprimento fosse già incorporato nei prezzi di mercato. Le aspettative di un’azione più incisiva da parte della Bank of Japan avevano favorito il rialzo della valuta all’inizio di settembre, insieme allo smantellamento delle carry trade finanziate in yen e alle speculazioni su una possibile maggiore allocazione di capitale sul mercato domestico da parte dei fondi pensione giapponesi.
Ueda ha indicato che nessuna specifica opzione di politica monetaria sarebbe stata esclusa in vista delle prossime riunioni, inclusi rialzi consecutivi o interventi di maggiore entità. Questa flessibilità, tuttavia, ha offerto agli investitori poche conferme sull’intenzione della Bank of Japan di accelerare il suo ciclo di inasprimento.
Gli asset giapponesi hanno mostrato una reazione contrastata. Il Nikkei 225 ha guadagnato l’1,78% nelle contrattazioni pomeridiane, mentre il Topix è rimasto pressoché invariato, penalizzato dai titoli finanziari. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono leggermente diminuiti lungo tutta la curva.
La debolezza della valuta riporta in primo piano il rischio di intervento
La discesa dello yen ha riacceso l’attenzione sulla disponibilità del Giappone a intervenire sui mercati valutari. Giappone e Stati Uniti hanno acquistato yen in modo coordinato all’inizio dell’estate, e il Giappone ha speso la cifra record di 15,4 trilioni di ¥, pari a 98,3 miliardi di $, per gli interventi nel mese terminato il 26 agosto.
Il movimento verso quota 158 è significativo perché la Bank of Japan sta inasprendo la politica monetaria mentre la valuta continua a perdere terreno contro il dollaro. Gli investitori stanno ora valutando se i futuri rialzi della Bank of Japan saranno sufficienti a ridurre il differenziale dei tassi d’interesse con gli Stati Uniti.
Con lo yen nuovamente vicino a quota 160 per dollaro, sia il ritmo dell’inasprimento della Bank of Japan sia la possibilità di ulteriori interventi ufficiali resteranno probabilmente al centro dell’attenzione sui mercati valutari.
Abbiamo inoltre riportato che il Giappone prevede un sistema blockchain per il regolamento di azioni e obbligazioni.
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