Perché GBP/USD è in calo dello 0,6% oggi?
La sterlina britannica rispetto al dollaro USA (GBP/USD) ha registrato un lieve calo, poiché le recenti aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Bank of England e l'attesa dei dati sull'inflazione USA non sono riuscite a compensare la rinnovata pressione di vendita. Il movimento è rafforzato dal fatto che GBP/USD rimane al di sotto di tutte le principali medie mobili, confermando un persistente momentum ribassista.
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Punti chiave
- Sono aumentate le aspettative di un potenziale rialzo dei tassi della Bank of England nella riunione di novembre, mentre i funzionari si concentrano sull'inflazione.
- GBP/USD è rimasto sotto un'ampia pressione di vendita, con l'attenzione del mercato rivolta alle prossime pubblicazioni dei dati CPI USA e PIL del Regno Unito.
- GBP/USD quota al di sotto delle principali medie mobili con momentum ribassista e dovrebbe oscillare tra $1,3105 e $1,3237 nell'arco di cinque giorni.
Le speculazioni sui rialzi dei tassi e l'attesa del CPI USA aumentano la volatilità del bias ribassista
Sono aumentate le aspettative che la Bank of England possa alzare i tassi d'interesse nella prossima riunione di novembre, dopo le recenti dichiarazioni di politica monetaria che hanno evidenziato gli sforzi per contrastare l'inflazione. Le dinamiche di trading sono state influenzate anche dall'imminente pubblicazione dei dati sull'inflazione USA (CPI), che ha introdotto ulteriore volatilità. L'attenzione del mercato si è concentrata sui prossimi dati mensili sul PIL del Regno Unito, che potrebbero influenzare ulteriormente i movimenti, sebbene l'azione dei prezzi sia rimasta sotto una più ampia pressione di vendita.
La pressione ribassista si rafforza con la violazione delle medie chiave e un momentum debole
GBP/USD quota al di sotto delle medie mobili a 20, 50 e 200 giorni ($1,3244, $1,3415 e $1,3404), segnalando una persistente pressione ribassista nel breve, medio e lungo termine. L'attenzione immediata è rivolta alla resistenza di breve termine a $1,3186 e al supporto di breve termine a $1,3105, mentre livelli superiori più lontani confermano un allineamento rialzista ancora presente nel lungo termine. Gli indicatori di momentum rivelano un'impostazione ribassista. La Moving Average Convergence Divergence (MACD) e l'Average Directional Index (ADX) indicano entrambi momentum di vendita. Il Relative Strength Index (RSI) è sotto 50, a 44,88, indicando un segnale di “vendita”, mentre lo Stochastic RSI è a 100 e avverte di condizioni di ipercomprato. Il Commodity Channel Index (CCI) è neutrale e anche l'Awesome Oscillator (AO) è neutrale. Il Bull/Bear Power (BBP) rimane marginalmente positivo, mostrando che gli acquirenti mantengono ancora un lieve vantaggio intraday, ma l'avvertimento di “ipercomprato” dello Stochastic RSI non può essere ignorato. La coppia ha aperto quasi invariata, con l'ultimo prezzo scambiato a $1,3171, in calo giornaliero di $0,00823, ovvero dello 0,62%. L'azione dei prezzi è vicina al minimo della sessione, con volatilità intraday allo 0,82%. La prima parte della sessione mostra una rinnovata pressione dopo l'apertura e un tono intraday debole, in linea con i segnali di momentum.
In precedenza, gli analisti avevano rilevato che la performance della sterlina era strettamente legata alle aspettative sulla politica della Bank of England e ai prossimi dati sull'inflazione USA, mentre anche i rischi fiscali e i fattori più ampi di mercato influenzavano le prospettive. Gli ultimi segnali tecnici e le dinamiche di trading evidenziano ora l'importanza del supporto a $1,3105, con una rottura al di sotto di questa soglia che rappresenterebbe un potenziale rischio ribassista per GBP/USD nel breve termine.
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