Il dollaro USA arretra leggermente rispetto al franco svizzero, mentre la domanda di beni rifugio rafforza il franco con il calo dei rendimenti USA
Il dollaro USA rispetto al franco svizzero (USD/CHF) ha registrato un lieve calo, mentre la domanda di beni rifugio ha sostenuto il franco dopo la flessione dei rendimenti dei Treasury statunitensi e la revisione delle aspettative sulla Federal Reserve. Il calo è favorito dal fatto che la coppia scambia al di sotto delle medie mobili a 20 e 50 giorni, con i venditori in controllo nel breve e medio termine.
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Punti chiave
- La domanda di franco svizzero è aumentata, poiché dopo l'ultimo aggiornamento della politica della Federal Reserve gli investitori hanno privilegiato il suo status di bene rifugio.
- I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi, riducendo il differenziale dei tassi con il franco durante una fase di volatilità dei mercati azionari e di attenuazione dei rischi geopolitici.
- USD/CHF è soggetto a pressioni di vendita nel breve e medio termine e dovrebbe oscillare tra Fr.0,8139 e Fr.0,8258 nei prossimi cinque giorni; gli indicatori tecnici segnalano l'assenza di una chiara tendenza di fondo.
Aumentano gli afflussi verso i beni rifugio tra la revisione delle politiche e la riduzione dei rischi d'inflazione
È stato segnalato un aumento della domanda di franco svizzero come bene rifugio dopo l'ultima valutazione della politica monetaria da parte della Federal Reserve. I rendimenti dei Treasury statunitensi sono arretrati, riducendo il differenziale dei tassi d'interesse rispetto al franco. Nel periodo si sono inoltre attenuate le tensioni geopolitiche e le preoccupazioni per l'inflazione alimentata dal petrolio, mentre la volatilità dei mercati azionari è rimasta elevata.
Prevale la pressione ribassista, mentre segnali di momentum contrastanti incontrano livelli di supporto chiave
USD/CHF scambia al di sotto delle medie mobili a 20 giorni (Fr.0,8267) e a 50 giorni (Fr.0,8243), indicando una pressione di vendita nel breve e medio termine, ma resta sopra quella a 200 giorni (Fr.0,8043), a sostegno di un orientamento rialzista di lungo periodo. I livelli immediati da monitorare sono il limite superiore di breve termine a Fr.0,8203 e il limite inferiore a Fr.0,8194; la resistenza più distante è confermata dalla posizione della linea Kijun dell'Ichimoku (Fr.0,8294) e delle medie mobili di più lungo periodo. Il momentum è contrastante: il MACD è neutrale e anche l'Average Directional Index (ADX) segnala l'assenza di una tendenza chiara. L'indice di forza relativa (RSI), vicino a 48, e il Commodity Channel Index (CCI), a -72, indicano entrambi condizioni moderatamente ipervendute, mentre lo Stochastic RSI suggerisce una possibile opportunità di acquisto. Il Bull/Bear Power (BBP), a -0,0003, mostra che i venditori dominano il momentum intraday e conferma un orientamento di "vendita" per le condizioni di ipercomprato/ipervenduto. La coppia è scesa a Fr.0,8199, perdendo lo 0,5% dopo un'apertura con un gap rialzista di circa lo 0,05%; scambia vicino ai minimi della sessione, con una volatilità intraday dello 0,61%. Gli scambi restano sotto pressione e orientati al ribasso: gli oscillatori indicano condizioni lievemente ipervendute, ma nel complesso prevalgono la debolezza e il predominio dei venditori in prossimità del minimo di sessione.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che USD/CHF continuava a subire pressioni ribassiste nel breve e medio termine, con indicatori tecnici che evidenziavano un momentum ribassista. L'analisi attuale aggiunge l'influenza delle mutevoli aspettative sulla Federal Reserve e dei flussi verso i beni rifugio, suggerendo ai trader di monitorare attentamente un'eventuale rottura di Fr.0,8194, che potrebbe innescare una nuova fase di rischio al ribasso.
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