USD/JPY resta invariato mentre i venditori mantengono la pressione sotto le principali medie mobili
Il cambio tra dollaro USA e yen (USD/JPY) è scambiato a ¥157,69 e ha chiuso la giornata in ribasso, registrando una modesta flessione e terminando vicino al minimo odierno. La coppia resta sotto le principali medie mobili, a conferma di un tono intraday debole per il dollaro USA rispetto allo yen.
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Punti chiave
- I responsabili di politica monetaria della Bank of Japan hanno concordato sull'opportunità di continuare ad aumentare i tassi ufficiali e di modificare le misure di allentamento monetario, orientandosi verso una politica meno accomodante.
- Il governo giapponese monitora da vicino il mercato valutario e non esclude un possibile intervento, aggiungendo ulteriore incertezza alle condizioni di trading di USD/JPY.
- USD/JPY è sottoposto a una forte pressione tecnica ribassista: il prezzo è sceso a ¥157,69 e la probabilità di un ulteriore calo verso ¥156,9 nei prossimi 2-3 giorni è molto elevata.
Prospettive di restrizione monetaria e rischio di intervento ridefiniscono il sentiment sullo yen
I verbali della riunione di settembre della Bank of Japan hanno rivelato che i responsabili di politica monetaria hanno concordato sull'opportunità di continuare ad aumentare i tassi di interesse e di apportare modifiche alle misure di allentamento monetario, segnalando un orientamento verso una politica meno accomodante e influenzando le aspettative sui tassi di interesse, secondo FXStreet. Anche Minoru Kihara, vice capo segretario di gabinetto del Giappone, ha dichiarato che il governo sta monitorando da vicino gli sviluppi del mercato valutario con un forte senso di urgenza, aprendo alla possibilità di un intervento ufficiale e aggiungendo un elemento di incertezza alle condizioni di trading, secondo FXStreet. Inoltre, il dollaro USA si è indebolito e l'indice del dollaro ha raggiunto il livello più basso da fine settembre dopo le elezioni di metà mandato del 2026, accompagnato da un calo dei rendimenti dei Treasury, come riportato da Ebc. Questi sviluppi hanno contribuito all'attuale equilibrio dei fattori che influenzano il cambio tra dollaro USA e yen.
Prevale una propensione ribassista, con il prezzo sotto le principali medie mobili
Dal punto di vista tecnico, USD/JPY si trova sotto le medie mobili a 20 e 50 periodi sul grafico orario e rimane ben al di sotto della media mobile a 200 periodi sul grafico giornaliero. La Kijun Ichimoku a ¥158,2 rappresenta la resistenza più vicina, mentre il prezzo resta al di sotto di questa soglia. Il MACD mantiene un'impostazione di vendita e anche l'Awesome Oscillator conferma lo slancio ribassista intraday. L'ADX resta neutrale e gli oscillatori di momentum come RSI, Stoch RSI e CCI si mantengono nelle rispettive zone neutre. Il Bull/Bear Power è negativo, a indicare che i venditori hanno attualmente la meglio, nonostante la bassa volatilità e i segnali contrastanti sul momentum di breve termine.
Rischi al ribasso elevati, mentre la fase laterale domina le prospettive a breve termine
Nei prossimi 2-3 giorni di trading, è probabile che USD/JPY si muova in un intervallo compreso tra ¥156,9 e ¥158,48, con la fase di consolidamento come scenario di base. La probabilità di un rialzo è considerata molto bassa, mentre il rischio di un ulteriore calo resta molto elevato all'interno di questa fascia di volatilità. Uno scenario rialzista sarebbe preso in considerazione solo se il prezzo superasse la resistenza immediata intorno a ¥158,2; in caso di rottura del supporto, invece, lo scenario ribassista potrebbe portare a nuovi minimi.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che USD/JPY mostrava un persistente momentum rialzista nel breve e medio termine, ma restava frenato dalle resistenze di lungo periodo e dai rischi di intervento. Gli sviluppi recenti confermano un passaggio alla debolezza di breve termine e a un rischio di ribasso più elevato; la chiusura giornaliera sopra la Kijun Ichimoku a ¥158,2 rappresenta quindi la soglia chiave per un'eventuale inversione.
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