Stati Uniti e Canada accelerano per finalizzare l’accordo commerciale prima dell’entrata in vigore dei dazi
Gli Stati Uniti e il Canada sono vicini a un accordo commerciale, mentre i negoziatori accelerano per impedire che un nuovo dazio statunitense del 50% entri in vigore sabato mattina. I colloqui sono entrati nella fase finale, ma restano irrisolte questioni chiave relative a metalli, automobili e commercio agricolo.
Punti chiave
- Stati Uniti e Canada sono vicini a un accordo commerciale.
- I nuovi dazi del 50% potrebbero entrare in vigore sabato.
- Sono a rischio circa 20 miliardi di dollari di importazioni canadesi.
- Acciaio, alluminio e legname restano questioni chiave.
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Secondo CNBC, il dazio riguarderebbe circa 20 miliardi di dollari di importazioni canadesi, inclusi prodotti come vino e mazze da hockey. Il presidente Donald Trump ha rinviato di tre giorni la sua introduzione per concedere ai negoziatori più tempo per completare un accordo. Il rinvio è seguito a un’indicazione di Trump secondo cui i termini generali erano stati concordati, ma richiedevano ancora la documentazione finale.
I negoziatori accelerano in vista della scadenza
Il ministro canadese del Commercio Dominic LeBlanc è rimasto a Washington mentre i colloqui proseguivano con il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer e altri funzionari dell’amministrazione. Venerdì non era stato annunciato alcun accordo definitivo, lasciando le imprese esposte a un altro brusco cambiamento delle condizioni commerciali transfrontaliere.
Tra le questioni più delicate figurano i dazi statunitensi già in vigore su acciaio, alluminio e legname canadesi. Trump ha indicato che Washington potrebbe valutare una riduzione di alcuni di questi dazi, mentre dazi più bassi sulle automobili canadesi sono emersi come possibile componente dei negoziati.
L’agricoltura resta un’altra fonte di attrito. Washington ha contestato ripetutamente le restrizioni canadesi all’accesso al mercato lattiero-caseario del Paese. Il Canada applica un sistema di gestione dell’offerta basato su quote di produzione e contingenti tariffari, mentre l’USMCA ha ampliato l’accesso per alcuni prodotti lattiero-caseari e avicoli statunitensi.
Anche l’energia potrebbe rientrare nelle più ampie relazioni commerciali. Trump ha ipotizzato di rilanciare Keystone XL, il progetto di oleodotto destinato a trasportare il greggio canadese dall’Alberta al Nebraska prima che il progetto fosse cancellato nel 2021.
Un banco di prova per la stabilità del commercio nordamericano
La questione immediata è se Washington e Ottawa riusciranno a eliminare la minaccia di un altro forte aumento dei dazi. Le conseguenze vanno oltre i circa 20 miliardi di dollari di importazioni direttamente interessate dai dazi previsti.
Canada e Stati Uniti hanno catene di approvvigionamento manifatturiere, energetiche e agricole profondamente integrate. I dazi più elevati possono quindi colpire le imprese su entrambi i lati del confine attraverso costi di input più alti, vendite più deboli e decisioni di approvvigionamento perturbate.
L’incertezza stessa ha un costo. Precedenti sondaggi tra gli importatori hanno rilevato che i frequenti cambiamenti dei dazi complicano la pianificazione e spingono le aziende a modificare i volumi delle spedizioni e le strategie di approvvigionamento.
Un accordo definitivo offrirebbe alle imprese maggiore chiarezza e potrebbe ridurre le tensioni commerciali immediate. Tuttavia, il mancato superamento delle divergenze ancora esistenti farebbe entrare in vigore il dazio del 50% e riaprirebbe le discussioni sulla misura in cui l’amministrazione è disposta a utilizzare le barriere commerciali nei negoziati con uno dei principali partner commerciali degli Stati Uniti.
Abbiamo già evidenziato che Trump amplia i dazi a 60 economie.
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