Italia, Scope conferma rating BBB+ con outlook positivo, crescita e voto 2027 restano i nodi chiave

Italia, Scope conferma rating BBB+ con outlook positivo, crescita e voto 2027 restano i nodi chiave
Italia: rating e futuro

L'Italia mantiene il rating "BBB+" con outlook positivo mentre il miglioramento dei conti pubblici rafforza la valutazione sul merito di credito sovrano. L'agenzia lega però un eventuale upgrade alla tenuta della disciplina fiscale, delle riforme e della stabilità politica dopo le elezioni del 2027.

Punti chiave

  • Italia mantiene rating BBB+ con outlook positivo da Scope grazie a deficit in calo dal 9,4% del PIL (2020) al 2,9% previsto nel 2026.
  • Debito/PIL resta elevato, stabile intorno al 135% fino al 2031, con rischio mitigato dalla lunga vita media e dalla base di investitori ampia.
  • La crescita PIL stimata da Scope si attesta a 1,1% nel 2024, 0,6% nel 2025 e media 0,9% nel periodo 2027-31, ma i vincoli strutturali restano.

Conti pubblici sotto controllo e condizioni per un upgrade

Secondo Teleborsa, citando Scope Ratings, la conferma del giudizio riflette il calo del disavanzo dal 9,4% del PIL del 2020 al 3,1% del 2025, con una stima al 2,9% nel 2026. L'agenzia indica tuttavia che la verifica decisiva per un miglioramento del rating riguarda la capacità del Paese di conservare disciplina di bilancio e slancio riformatore nel prossimo ciclo politico.

Il governo prevede di utilizzare in parte la clausola di salvaguardia nazionale per spese in difesa e sicurezza energetica, per un totale pari all'1,2% del PIL nel biennio 2027-28. In questo quadro, il deficit risale al 3,4% nel 2027 per poi ridiscendere fino al 2,7% nel 2031, mentre l'avanzo primario passa dall'1,2% del 2026 allo 0,8% del 2027 prima di tornare all'1,9% a fine periodo.

Secondo l'agenzia, il percorso resta credibile grazie a una base di entrate più solida. Il tax gap scende dal 5,6% del PIL nel 2014 al 4,1% nel 2023 e ulteriori progressi sono attesi dalla digitalizzazione dell'amministrazione fiscale; Scope segnala inoltre una maggiore stabilità politica dal 2022 rispetto alla breve durata dei governi del passato.

Debito elevato, crescita moderata e vincoli strutturali

Il rapporto debito/PIL, intorno al 137%, resta tra i più alti d'Europa e continua a rappresentare il principale limite del profilo creditizio italiano. Scope lo vede comunque sostanzialmente stabile, attorno al 135% entro il 2031, mentre i rischi da rendimenti più elevati sono mitigati dalla vita media del debito di circa sette anni, dal maggior peso dei titoli a tasso fisso e da una base di investitori più ampia.

I crediti d'imposta per le ristrutturazioni edilizie continuano a pesare sulla cassa fino al 2027, anche se il fabbisogno netto di cassa, secondo le stime del governo citate dall'agenzia, scende dal 5,7% del PIL nel 2026 al 2,0% nel 2029. La spesa per interessi sale comunque dall'8,7% delle entrate nel 2026 al 9,5% nel 2031, pur restando sotto i massimi storici.

Le revisioni dei conti nazionali hanno portato la crescita del PIL all'1,1% nel 2024 e allo 0,6% nel 2025, mentre per il 2026 Scope stima un aumento dell'1,0%. Nel 2027-31 la crescita media si attesta allo 0,9%, in linea con il potenziale, con il mercato del lavoro sostenuto dal record di 24,4 milioni di occupati nel secondo trimestre 2026 e da un sistema bancario giudicato redditizio e ben capitalizzato.

Rimangono però tre vincoli strutturali, debito elevato, produttività debole e demografia sfavorevole. Scope segue inoltre le possibili modifiche alla legge elettorale dopo la pronuncia della Corte costituzionale e considera l'esito delle politiche del 2027 un passaggio decisivo, pur ritenendo che le regole fiscali UE e la disciplina dei mercati spingano anche il prossimo esecutivo a mantenere una linea prudente.

Nella nostra precedente analisi sull’aumento delle detenzioni di titoli di Stato italiani abbiamo evidenziato che a luglio 2026 gli investitori esteri e il comparto retail hanno portato i portafogli su nuovi massimi, mentre la Banca d’Italia ha proseguito la riduzione dei titoli dell’Eurosistema. L’articolo sottolineava anche la crescita dell’esposizione complessiva dei non residenti verso le Amministrazioni pubbliche, un segnale utile per leggere come la domanda di BTP possa influire sul costo del debito e sulla percezione del rischio Paese.

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