Italia valuta il taglio della cedolare secca al 5% per i canoni concordati nella Manovra 2027

Italia valuta il taglio della cedolare secca al 5% per i canoni concordati nella Manovra 2027
Cedolare secca al 5%

Nel confronto sulla Manovra 2027 prende spazio l'ipotesi di ridurre al 5% la cedolare secca sui contratti di affitto a canone concordato. La misura punta a contenere la pressione del caro affitti e potrebbe estendere i suoi effetti a proprietari e inquilini, anche attraverso il blocco dell'adeguamento ISTAT dei canoni.

Punti chiave

  • Italia valuta di ridurre la cedolare secca sui canoni concordati dal 10% al 5% nella Manovra 2027, con discussione prevista il 28 ottobre.
  • La misura richiederebbe circa 100 milioni di euro di coperture e potrebbe coinvolgere oltre 250.000 contratti di locazione.
  • I costi delle abitazioni in affitto sono aumentati del 3,8% nell'ultimo anno, spinti da carenza di offerta e incremento degli affitti brevi turistici.

Ipotesi fiscale e tempi della manovra

Come riportato da Informazione Fiscale, il dossier sulle locazioni entra nella discussione che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri mercoledì 28 ottobre. Tra le opzioni allo studio c'è il dimezzamento dell'aliquota della cedolare secca sugli affitti concordati, oggi fissata al 10%, con l'obiettivo di portarla al 5%.

Secondo le prime stime, la misura richiederebbe coperture per circa 100 milioni di euro e potrebbe riguardare una platea potenziale di oltre 250.000 contratti. L'intervento alleggerirebbe il carico fiscale sui proprietari e, nelle intenzioni, favorirebbe condizioni più sostenibili anche per gli inquilini.

Pressione sui canoni e impatto sul mercato residenziale

I costi dell'abitazione per le famiglie che vivono in affitto sono aumentati del 3,8% nello scorso anno, secondo i dati del rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile in Italia pubblicato dall'ISTAT il 26 ottobre 2026. Sul mercato pesano l'aumento del costo della vita, la crescita degli affitti brevi a uso turistico nelle grandi città e la persistente scarsità di offerta residenziale a lungo termine.

In questo quadro, la riduzione della cedolare secca viene letta come una leva per rendere più conveniente il ricorso ai contratti concordati e provare a sbloccare una parte dell'offerta. Resta però aperto il nodo strutturale sull'efficacia della misura, cioè se un'aliquota al 5% sia sufficiente a sostenere la redditività dei locatori e, allo stesso tempo, a proteggere il potere d'acquisto dei conduttori.

Nella nostra precedente analisi sugli affitti per studenti in Italia abbiamo evidenziato che, nel terzo trimestre 2026, i canoni delle stanze arredate sono scesi del 3,2% in controtendenza rispetto all’aumento registrato in Europa. Il calo è stato più marcato a Milano e Bologna, mentre a Torino si è osservato un aumento; nonostante ciò, la concorrenza per trovare alloggi è rimasta elevata, con un picco estivo della domanda prima dell’avvio dell’anno accademico.

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