Tesoro colloca 4,5 miliardi di euro di BOT a 12 mesi nell'asta del 28 ottobre
Nella giornata del 28 ottobre 2026 il Tesoro rafforza la raccolta sul mercato a breve termine con un collocamento complessivo di 4,5 miliardi di euro in BOT a 12 mesi. L'operazione comprende due tranche con vita residua diversa e conferma una domanda superiore all'offerta in entrambi i casi.
Punti chiave
- Il Tesoro colloca 2 miliardi di euro di BOT 12 mesi (vita residua 133 giorni) al rendimento medio del 2,853% con copertura 1,68.
- Vengono allocati anche 2,5 miliardi di euro di BOT 12 mesi (vita residua 45 giorni) al rendimento medio del 2,567% con copertura 1,60.
- La domanda supera l'offerta in entrambe le tranche mentre il totale BOT in circolazione al 30 ottobre 2026 raggiunge oltre 143,9 miliardi di euro.
Dettagli del collocamento e rendimenti
Secondo Teleborsa, che cita il resoconto fornito dalla Banca d'Italia, il Ministero dell'economia e delle finanze colloca 2 miliardi di euro del BOT 12 mesi con vita residua di 133 giorni, a fronte di richieste superiori a 3,35 miliardi di euro e con un rapporto di copertura pari a 1,68.Per questa tranche, il rendimento medio ponderato semplice si assesta al 2,853%. Alla stessa asta vengono inoltre collocati 2,5 miliardi di euro del BOT 12 mesi con vita residua di 45 giorni, con una domanda oltre 3,99 miliardi di euro e un rapporto di copertura di 1,60. Il rendimento medio ponderato semplice di questa seconda tranche si assesta al 2,567%.
Impatto sulla raccolta a breve del Tesoro
L'esito dell'asta indica un interesse degli investitori che supera l'ammontare offerto per entrambe le riaperture, in un segmento chiave per la gestione del debito pubblico a breve scadenza.Il totale dei BOT in circolazione al 30 ottobre 2026 è pari a oltre 143,9 miliardi di euro, dato che delimita la dimensione complessiva dello stock di titoli a breve termine in essere.
Nella nostra precedente analisi sulla domanda per i titoli di Stato italiani a luglio 2026 abbiamo evidenziato il rafforzamento degli acquisti, con detenzioni ai massimi storici sia da parte dei non residenti sia del comparto retail. In parallelo, si è osservato il proseguimento della riduzione del portafoglio titoli della Banca d’Italia, mentre l’esposizione complessiva degli investitori esteri verso le Amministrazioni pubbliche italiane è aumentata ulteriormente.
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