I prezzi del gas per le famiglie nell'UE scendono nel primo semestre del 2026
Nel primo semestre del 2026, il prezzo medio del gas per le famiglie nell'UE scende a 0,11 € per kilowattora, raggiungendo il livello più basso registrato dal primo semestre del 2022. Il calo ripristina gli andamenti stagionali dei prezzi osservati prima della crisi energetica del 2022 e mette in luce dinamiche diverse tra gli Stati membri.
Punti chiave
- I prezzi del gas per le famiglie nell'UE sono diminuiti del 10,2% dal secondo semestre del 2025 al primo semestre del 2026, attestandosi a 0,11 € per kWh, il livello più basso dal 2022.
- Le variazioni dei prezzi nelle valute nazionali mostrano cali in 12 paesi dell'UE, con le flessioni più marcate in Bulgaria, Grecia e Spagna e aumenti significativi in Romania, Croazia e Slovacchia.
- Persistono le disparità nel potere d'acquisto: la Svezia registra il prezzo più alto adeguato in SPA, pari a 17,7 per 100 kWh, mentre l'Ungheria segna il più basso, con 4,3, a conferma delle persistenti differenze nell'accessibilità economica.
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I dati Eurostat mostrano un calo generalizzato dei prezzi
Secondo quanto riportato da Eurostat, nei primi sei mesi del 2026 i prezzi del gas per le famiglie in tutta l'UE diminuiscono del 10,2% rispetto al secondo semestre del 2025 e del 3,5% rispetto al primo semestre del 2025. Il prezzo medio raggiunge 0,11 € per kWh, il livello più basso registrato nell'UE dal primo semestre del 2022.Tra i paesi per cui sono disponibili i dati, la Svezia registra il prezzo del gas per le famiglie più alto, pari a 0,22 € per kWh, seguita dai Paesi Bassi con 0,16 € e da Francia e Portogallo con 0,13 €. I prezzi più bassi si registrano in Ungheria, con 0,03 € per kWh, in Croazia, con 0,05 €, e in Romania e Slovacchia, con 0,06 €.
Considerando le valute nazionali e confrontando i dati con lo stesso periodo del 2025, i prezzi diminuiscono in 12 paesi, aumentano in 7 e rimangono nel complesso stabili in 4. I cali più marcati si registrano in Bulgaria, Grecia e Spagna, mentre gli aumenti maggiori si rilevano in Romania, Croazia e Slovacchia.
Il divario nel potere d'acquisto mette in luce le pressioni regionali
Una volta adeguato in base allo standard di potere d'acquisto (SPA), il prezzo del gas naturale per le famiglie è più alto in Svezia, con 17,7 per 100 kWh, seguita dal Portogallo con 15,0 e dai Paesi Bassi con 13,8. I prezzi più bassi in SPA si registrano in Ungheria, con 4,3, in Lussemburgo, con 6,6, e in Croazia, con 6,8.I dati indicano che prezzi nominali più bassi non eliminano del tutto le difficoltà di accessibilità economica nell'UE, poiché il peso sulle famiglie varia ancora notevolmente da un paese all'altro. Il ritorno delle fluttuazioni stagionali precedenti alla crisi suggerisce inoltre che le distorsioni estreme osservate durante lo shock energetico del 2022 si stanno attenuando nel mercato al dettaglio del gas nell'UE.
L'avvertimento di Draghi sui rischi di mantenere i tassi d'interesse al di sopra dei tassi di crescita ha evidenziato come una stretta prolungata possa peggiorare la dinamica del debito pubblico e alimentare le pressioni verso la «dominanza fiscale», mentre le banche centrali cercano di riportare l'inflazione sotto controllo. Nel nostro precedente articolo abbiamo anche ricordato la sua opinione secondo cui i responsabili delle politiche dovrebbero puntare al percorso dei tassi più basso compatibile con la stabilità dei prezzi, per evitare danni inutili agli investimenti, alla produttività e alla crescita di lungo periodo, affiancando alla politica monetaria misure a livello dell'UE a sostegno degli investimenti strategici.
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