Italia abroga la tassa sui pacchi nella Manovra 2027, ma i costi UE alzano il conto dell’e-commerce

Italia abroga la tassa sui pacchi nella Manovra 2027, ma i costi UE alzano il conto dell’e-commerce
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La Manovra 2027 elimina il contributo italiano sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra UE, dopo quattro proroghe e senza che la misura sia mai entrata pienamente a regime. La stretta sui costi per l’e-commerce però resta, perché da novembre l’ingresso dei prodotti in Europa costa 5 euro tra dazio forfettario e oneri di gestione doganale.

Punti chiave

  • Italia abroga nella Manovra 2027 la tassa nazionale sui pacchi di modico valore, con minori entrate stimate in 91,3 milioni di euro.
  • Dal 1° luglio 2026 il regime UE sostituisce la franchigia doganale con un dazio forfettario di 3 euro per articolo, base imponibile IVA.
  • A partire da novembre, il costo di ingresso in Europa per prodotti extra UE sale a 5 euro per articolo, incrementando i costi dell’e-commerce.

Abolizione nella Manovra e allineamento con le regole UE

Come riportato da Informazione Fiscale, il disegno di legge di bilancio cancella il cosiddetto biglietto di ingresso nazionale per i pacchi di modico valore, chiudendo una fase iniziata con la precedente legge di bilancio e segnata da continui rinvii. L’intervento recepisce il coordinamento ormai necessario tra normativa italiana e disciplina doganale unionale.

L’attuale impianto della Manovra 2027 abroga il contributo introdotto lo scorso anno, con un effetto di minori entrate stimato in 91,3 milioni di euro. La cifra risulta inferiore rispetto alle valutazioni iniziali, perché i flussi dell’e-commerce sono già stati ridimensionati dalle misure assunte a livello europeo.

La relazione tecnica allegata al disegno di legge spiega che la revisione si rende opportuna dopo la modifica sostanziale intervenuta nel 2026 sulla disciplina doganale unionale per le spedizioni di modico valore. Il riferimento è all’eliminazione, dal 1° luglio 2026, della franchigia doganale e all’introduzione contestuale di un dazio forfettario di 3 euro per articolo, considerato dalla Commissione come base imponibile IVA.

Effetti sui costi e sulle entrate attese

Per chi importa prodotti da Paesi extra UE, da novembre il costo di ingresso in Europa arriva a 5 euro per articolo. Il totale somma 3 euro di dazio e 2 euro di contributi di gestione doganale, aumentando il peso economico sulle operazioni di e-commerce a basso valore.

Il testo evidenzia che la tassa italiana arriva prima solo sul piano formale, mentre la sua origine politica si collega al confronto europeo sulle contromisure al flusso di merci dalla Cina. In quel contesto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva trasferito nella legge di bilancio precedente l’idea di un prelievo nazionale rapido, creando però una sovrapposizione con norme UE ancora in definizione.

In origine, una tassa da 2 euro sulle spedizioni avrebbe dovuto garantire circa 122 milioni di euro nel secondo semestre del 2026 e altri 245 milioni di euro complessivi nel 2027 e nel 2028. Quella prospettiva di gettito si trasforma invece in una sequenza di proroghe, coperture da reperire e infine in un arretramento normativo imposto dall’assetto comunitario.

Nel nostro precedente approfondimento sulle proposte di Assonime per la legge di bilancio abbiamo riportato le 34 misure indicate dall’associazione per favorire la crescita dimensionale delle imprese italiane, tra incentivi fiscali e rilancio del mercato dei capitali. Tra i punti centrali figuravano la revisione delle regole su avviamento e operazioni straordinarie, la disciplina delle azioni proprie e l’eliminazione di distorsioni nel consolidato fiscale, con l’obiettivo di ridurre vincoli che frenano aggregazioni e competitività.

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