Hack di Harmony: il progetto riuscirà a superare un’altra crisi?

Hack di Harmony: il progetto riuscirà a superare un’altra crisi?
Cosa sta succedendo a Harmony?

​La blockchain Harmony, un tempo molto popolare, è stata nuovamente hackerata. Il token ONE è crollato di oltre il 50%, aumentando ulteriormente la pressione su un progetto che da anni sta già perdendo terreno. L’ex importante rivale di Ethereum riuscirà a riprendersi da un colpo così grave?

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Da dove sono arrivati quattro miliardi di ONE?

Sulla rete Harmony sono comparsi improvvisamente circa 4 miliardi di nuovi token ONE. Secondo un analista noto come Juiceberg, i token sono stati coniati da un attaccante senza l’autorizzazione del team. Questa quantità rappresenta circa il 26% dell’offerta di ONE precedente all’attacco. Secondo una prima ipotesi, l’exploit potrebbe aver coinvolto la creazione di blocchi vuoti, anche se Harmony non ha ancora reso nota la causa tecnica della vulnerabilità.

La maggior parte dei token ONE appena coniati è stata inviata quasi immediatamente agli exchange. Secondo Juiceberg, l’attaccante ha trasferito circa 2,8 miliardi di token sulle piattaforme di trading. Solo circa 115 milioni di ONE sono rimasti su indirizzi collegati all’attacco, mentre la maggior parte dei restanti potrebbe essere già stata venduta o essere rimasta nei wallet di deposito degli exchange.

Il prezzo di ONE è crollato durante questi trasferimenti. A un certo punto, il token è stato scambiato intorno a 0,00056 $, perdendo oltre la metà del suo valore. Attualmente ONE vale circa 0,00076 $. A questo prezzo, l’intera quantità di 4 miliardi di token ha un valore di circa 3 milioni di dollari.

Harmony ha confermato l’exploit e ha dichiarato di stare collaborando con gli exchange crypto per fermare il movimento dei fondi e congelare gli asset collegati all’attacco. Il team sta preparando una correzione per la vulnerabilità e sta inoltre valutando un rollback della blockchain allo stato precedente all’attacco.

Da rivale di Ethereum a hack da 100 milioni di dollari

Harmony è tutt’altro che una nuova arrivata sul mercato: la sua mainnet è stata lanciata nel 2019. Il progetto si è presentato come una blockchain Layer 1 più veloce ed economica rispetto a Ethereum. La rete utilizza un meccanismo Proof-of-Stake, mentre il token ONE viene usato per le commissioni di transazione, lo staking e la governance.

Uno dei componenti chiave dell’ecosistema era il bridge Horizon, che consentiva agli utenti di trasferire asset tra Harmony ed Ethereum. Nel giugno 2022, il bridge è stato hackerato. Gli attaccanti hanno sottratto crypto asset per un valore di circa 100 milioni di dollari, tra cui ETH e stablecoin. Harmony ha sospeso il bridge e ha contattato le autorità competenti.

Nel gennaio 2023, l’FBI ha attribuito l’attacco al Lazarus Group e ad APT38, legati alla Corea del Nord. Secondo l’agenzia, gli hacker hanno poi tentato di riciclare parte dei fondi rubati attraverso il protocollo per la privacy RAILGUN. Circa 60 milioni di dollari in ETH sono transitati attraverso il protocollo, mentre alcuni asset sono stati congelati.

Dopo l’hack sono emersi problemi anche all’interno di Harmony. I validatori si sono lamentati della lentezza della risposta della leadership, dei tagli ai finanziamenti per Community DAO e Validator DAO e dell’uscita di alcuni partecipanti dal progetto. Anche la governance tramite Snapshot è diventata un problema: le decisioni richiedevano la partecipazione del 51% dei nodi, mentre una quantità significativa di ONE in staking era detenuta da Binance, che partecipava raramente alle votazioni. Di conseguenza, alcune decisioni sono rimaste di fatto bloccate.

Cosa resta di Harmony?

La scala attuale di Harmony è ben lontana da quella a cui il progetto aspirava alcuni anni fa. Secondo DefiLlama, nella rete sono bloccati solo circa 176.000 dollari nei suoi protocolli DeFi. Nelle ultime 24 ore, gli exchange decentralizzati su Harmony hanno registrato un volume di trading di circa 700 dollari, mentre la rete ha contato 244 indirizzi attivi e 3309 transazioni.

Anche le applicazioni più grandi dell’ecosistema restano di dimensioni ridotte. Ad esempio, Swap Country ha circa 47.000 dollari bloccati, DeFi Kingdoms circa 40.000 dollari e il protocollo di lending Tranquil Finance circa 33.000 dollari.

Il declino è ancora più evidente osservando ONE. Nell’ottobre 2021, il token ha raggiunto un massimo storico di circa 0,38 $. Oggi il suo prezzo è quasi il 99,8% al di sotto di quel picco.

Harmony è ancora operativa e gli sviluppatori stanno cercando di gestire le conseguenze dell’ultimo attacco. Tuttavia, correggere semplicemente la vulnerabilità non è più sufficiente: dopo due gravi hack, il team dovrà riportare utenti, liquidità e sviluppatori su una rete in cui l’attività DeFi si misura ormai in appena qualche centinaio di migliaia di dollari. La possibilità che Harmony torni a essere un progetto blockchain importante dipenderà da questo, non solo da ciò che accadrà agli ONE rubati.

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