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Kevin Warsh cambia rotta alla Fed: dai tagli ai rialzi dei tassi

Kevin Warsh cambia rotta alla Fed: dai tagli ai rialzi dei tassi
Rialzi dei tassi della Fed.

​La Federal Reserve di Kevin Warsh ha posto l’accento sul ripristino della credibilità nella lotta all’inflazione dopo anni di misure monetarie accomodanti. Il primo aumento dei tassi dal 2023 mette ora alla prova la capacità di una politica più restrittiva di riportare i prezzi all’obiettivo, mentre l’economia mostra stabilità, senza intensificare il dibattito politico sui costi di finanziamento.

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L’inflazione come scelta monetaria

Kevin Warsh è diventato presidente della Federal Reserve nel maggio 2026 con un messaggio di cambio di regime. Il 16 settembre, la banca centrale ha annunciato il primo aumento dei tassi d’interesse dal 2023. Ha aumentato il tasso sui federal funds di un quarto di punto, portandolo a un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%. La decisione unanime ha confermato una rottura con la politica di stimolo monetario della fine del 2025. Questa decisione ha confermato che la strategia di Warsh si sarebbe concentrata sulla stabilità dei prezzi, facendo affidamento su strumenti monetari più tradizionali.

Richiamando la celebre affermazione di Milton Friedman secondo cui l’inflazione è “sempre e ovunque un fenomeno monetario”, Warsh ha ripetutamente attribuito alla banca centrale la responsabilità dell’incapacità di raggiungere l’obiettivo del 2%. Nel suo discorso a Jackson Hole nell’agosto 2026, ha affermato che la Fed era responsabile di “65 mesi di inflazione elevata e persistente” e che “la stabilità dei prezzi non si realizza da sola”. Sebbene i costi energetici abbiano contribuito alla recente riaccelerazione, Warsh sottolinea che la Fed deve comunque controllare l’inflazione. 

Il primo rialzo e il nuovo orientamento di politica monetaria

La decisione di settembre è la prima manifestazione della nuova visione monetaria. Dopo aver mantenuto i tassi invariati nelle sue prime riunioni, Warsh e il FOMC hanno concluso che i dati estivi richiedevano interventi urgenti. L’attività economica è rimasta solida, il mercato del lavoro stabile vicino alla piena occupazione e le condizioni finanziarie non restrittive. In questo contesto, i funzionari hanno rimosso “una dose di accomodamento”.

Le proiezioni aggiornate hanno mostrato che la maggioranza dei partecipanti si attendeva almeno un ulteriore rialzo entro fine anno. Lo stesso Warsh ha rifiutato di rivelare i piani effettivi della Fed. Tale posizione è coerente con il suo scetticismo nei confronti del Summary of Economic Projections come strumento di comunicazione. Tuttavia, la maggior parte degli analisti ritiene che la Fed sia pronta a inasprire ulteriormente la politica monetaria se l’inflazione non scenderà al livello obiettivo.

Una Fed più discreta e meno forward guidance

Un elemento centrale dell’approccio di Warsh è che la banca centrale parla troppo. Ha criticato la forward guidance perché potrebbe indurre i partecipanti al mercato a trattare le dichiarazioni della Fed come segnali di trading anziché come strumenti di politica monetaria. A Jackson Hole, ha scherzato dicendo che la sua scaletta era “una mappa del sentiero… ma non chiamatela forward guidance”, e ha detto di preferire “una Fed più discreta”.

Di conseguenza, i recenti comunicati di politica monetaria sono diventati più brevi e le conferenze stampa più sobrie. Warsh ha avviato gruppi di lavoro interni per riesaminare la comunicazione, le fonti dei dati, il quadro dell’inflazione e il bilancio. L’obiettivo finale è ottenere maggiore flessibilità e una più chiara responsabilità sui risultati, anziché basarsi su previsioni inaffidabili.

Disciplina del bilancio e strumenti classici

Warsh descrive il bilancio sovradimensionato come una conseguenza negativa dei periodi di crisi e pandemia. Gli acquisti di asset su larga scala hanno comportato una mancanza di coordinamento tra politica monetaria e fiscale. Il motivo è che tali misure hanno sostenuto le grandi istituzioni a scapito dei mercati più ampi. A suo avviso, un bilancio più ridotto consentirà di raggiungere  tassi di riferimento più bassi senza gli attuali rischi inflazionistici.

Warsh respinge la convinzione keynesiana secondo cui inflazione e occupazione siano in contraddizione tra loro. L’inflazione elevata può incidere negativamente sulla prosperità, sostiene. Pertanto, ripristinare la stabilità dei prezzi sostiene la massima occupazione nel medio termine. Questa prospettiva è inoltre coerente con un sistema monetarista. Ha anche espresso ottimismo sul fatto che l’intelligenza artificiale e i guadagni di produttività possano diventare disinflazionistici nel tempo.

Mercati, politica e prospettive future

Il cambiamento nella politica monetaria ha già influenzato le aspettative di mercato, come osservato su Polymarket e altre piattaforme. Le probabilità di rialzi dei tassi sono aumentate anche dopo i primi segnali di Warsh, e la decisione sui tassi di settembre ha confermato che gli appelli dei politici per tassi più bassi non sarebbero stati accolti. I rendimenti obbligazionari, le condizioni dei mutui e gli asset rischiosi restano sotto pressione. 

Sul piano politico, ciò dimostra l’indipendenza di un presidente nominato da Trump rispetto all’amministrazione presidenziale che sostiene un denaro meno costoso. I primi mesi di Warsh dimostrano che la Fed non è preoccupata di influenzare la psicologia dei mercati, ma si concentra piuttosto sul ripristino della credibilità. Il successo di questo approccio dipenderà dai dati futuri e dalla volontà di seguire il percorso della stabilità dei prezzi.

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