Gli exchange crypto potrebbero scomparire?

Gli exchange crypto potrebbero scomparire?
Cosa succederà agli exchange crypto?

​Per anni, gli exchange crypto sono stati il principale punto d’accesso agli asset digitali. Ma i nuovi strumenti di trading consentono di acquistare, vendere e trasferire criptovalute senza affidare il controllo a una piattaforma centralizzata. Il settore potrebbe prima o poi superare gli exchange che lo hanno contribuito a costruire?

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Perché gli exchange crypto potrebbero non essere più indispensabili

Il cofondatore di NEAR Protocol, Illia Polosukhin, ritiene che gli exchange centralizzati stiano diventando meno necessari, mentre il trading e altri servizi finanziari si spostano direttamente sulle blockchain. Invece di aprire conti su più piattaforme, gli utenti possono sempre più spesso negoziare asset tramite applicazioni che collegano reti diverse. 

Il cambiamento più significativo è che fare trading non deve più necessariamente significare depositare fondi presso una società che ne assume il controllo. Le piattaforme decentralizzate possono consentire agli utenti di negoziare direttamente dai propri wallet, mantenendo la custodia dei propri asset. Ciò riduce la dipendenza da un exchange che potrebbe bloccare i prelievi, limitare gli account o trovarsi in difficoltà finanziarie, anche se gli utenti devono quindi assumersi la responsabilità della propria sicurezza.

La tecnologia non rappresenta ancora un sostituto completo. I prelievi bancari, la dichiarazione fiscale e l’accesso ai mercati finanziari tradizionali sono ambiti in cui le piattaforme più recenti devono ancora colmare il divario. Lo stesso Polosukhin ha riconosciuto queste lacune, pur sostenendo che gli exchange centralizzati non siano più necessari per molte transazioni crypto.

In cosa gli exchange restano superiori

Gli exchange centralizzati hanno un vantaggio fondamentale: la praticità. Un nuovo utente può aprire un account, depositare denaro e acquistare Bitcoin senza imparare a gestire un wallet o pagare le commissioni di transazione della blockchain. Per milioni di utenti, questa semplicità potrebbe contare più della possibilità di fare trading senza intermediari.

Le grandi piattaforme offrono inoltre liquidità, assistenza clienti e un percorso familiare verso i mercati regolamentati. I loro sistemi di trading possono gestire volumi considerevoli, mentre i servizi di custodia evitano ai clienti di dover gestire le chiavi private. Tuttavia, le tutele variano a seconda degli exchange e delle giurisdizioni, e mantenere i fondi su una piattaforma significa affidarle la protezione di tali asset.

Il trading decentralizzato comporta rischi diversi. Gli smart contract possono essere sfruttati, le transazioni sono spesso irreversibili e la perdita di una chiave privata può comportare la perdita permanente dei fondi. Un recente exploit che ha interessato NEAR Intents ha interrotto temporaneamente i servizi, dimostrando come le vulnerabilità tecniche possano creare problemi anche quando gli utenti non si affidano a un exchange tradizionale.

La responsabilità è un altro elemento di distinzione. Quando un exchange tradizionale commette un errore, i clienti generalmente hanno un’azienda da contattare e possono disporre di rimedi legali. Con i protocolli decentralizzati, stabilire le responsabilità può essere più difficile, soprattutto quando sviluppatori, utenti e fornitori di servizi operano in Paesi diversi.

E se gli exchange si spostassero sulla blockchain?

Esiste però un’altra possibilità: gli exchange potrebbero sopravvivere adottando la tecnologia che minaccia di sostituirli. Jake Chervinsky, CEO dell’Hyperliquid Policy Center, ritiene che le blockchain pubbliche potrebbero diventare infrastrutture essenziali per le piattaforme di trading, inclusi operatori affermati dei mercati finanziari come CME Group e Intercontinental Exchange.

«Immagino che, se avremo successo, tra 10 anni ogni singolo exchange a cui si possa pensare [...] dovrà integrare questa tecnologia se vorrà competere», ha dichiarato Chervinsky durante il Digital Asset Summit di Singapore.

In questo scenario, gli exchange resterebbero il volto familiare del trading, mentre le blockchain gestirebbero una parte maggiore dell’attività sottostante. I clienti potrebbero continuare a utilizzare account regolamentati, assistenza clienti e applicazioni di trading tradizionali senza necessariamente sapere quale rete stia elaborando le loro transazioni.

Un esempio concreto sta già emergendo. A settembre, Payward, la società madre di Kraken, ha annunciato l’intenzione di offrire ai clienti statunitensi idonei mercati regolamentati di perpetual futures utilizzando l’infrastruttura blockchain di Hyperliquid. La proposta combinerebbe la tecnologia di trading on-chain con attività regolamentate responsabili della gestione e del clearing dei contratti, previa approvazione normativa.

Questi accordi suggeriscono che gli exchange centralizzati e decentralizzati non debbano necessariamente competere fino a quando uno dei due non sostituirà l’altro. Le piattaforme di trading potrebbero mantenere i propri clienti e le responsabilità normative, affidandosi al contempo alle blockchain pubbliche invece di sviluppare autonomamente ogni componente della propria infrastruttura di trading.

Gli exchange potrebbero davvero scomparire?

Molto dipende da cosa faccia effettivamente un exchange. I mercati basati su blockchain potrebbero assumere una parte maggiore del lavoro necessario per abbinare acquirenti e venditori, ma gli exchange collegano anche i clienti alle banche, gestiscono gli account e offrono accesso a prodotti finanziari regolamentati. Trasferire le transazioni su una blockchain non elimina automaticamente gli obblighi legali associati a tali servizi.

Per gli utenti comuni, la scelta potrebbe ridursi a praticità e controllo. Chi acquista Bitcoin per un valore di 100$ potrebbe preferire un’app di exchange familiare, mentre un trader esperto potrebbe apprezzare l’accesso diretto al mercato senza rinunciare alla custodia dei propri asset. Nessun modello è necessariamente migliore per ogni transazione o per ogni cliente.

Con lo sviluppo della tecnologia, il confine tra trading centralizzato e decentralizzato potrebbe diventare meno visibile. Alcuni exchange potrebbero perdere clienti a favore delle applicazioni basate sui wallet, mentre altri adotteranno infrastrutture blockchain e troveranno nuovi modi per servire i clienti.

La domanda non è più semplicemente se gli exchange riusciranno a sopravvivere. È cosa dovranno offrire quando i trader potranno accedere sempre più agli stessi mercati senza di loro.

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