DeFi per pochi: perché Hyperliquid crea mercati ad accesso limitato

DeFi per pochi: perché Hyperliquid crea mercati ad accesso limitato
Hyperliquid introduce il KYC nei mercati DeFi

​Gli sviluppatori di Hyperliquid stanno preparando un'infrastruttura che consentirà alle società regolamentate di lanciare mercati accessibili solo ai clienti verificati. Ma se la finanza decentralizzata è nata intorno all'idea di collegare un wallet e fare trading liberamente, si può ancora parlare di DeFi quando l'accesso ad alcuni mercati dipende dall'identificazione degli utenti?

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L'ultimo sviluppo risale al 26 ottobre. Payward, società madre di Kraken, intende diventare il primo operatore di mercato su una nuova versione di HIP-3 attraverso Bitnomial, entità regolamentata che potrà limitare l'accesso al trading a un elenco di indirizzi preapprovati.

Hyperliquid, tuttavia, non intende chiudere i mercati esistenti né introdurre la verifica obbligatoria dell'identità per tutti gli utenti. Il modello consentirebbe invece alla stessa infrastruttura pubblica di supportare sia mercati aperti sia piattaforme di trading separate, con regole di accesso definite da operatori regolamentati.

Come i mercati aperti si sono ritrovati con le porte chiuse

Per capire perché Hyperliquid abbia bisogno di questa struttura, è utile ripercorrere l'evoluzione di HIP-3. Il meccanismo è stato lanciato nel 2025 per consentire a team esterni di creare autonomamente mercati di futures perpetui, senza dover attendere che la piattaforma stessa quotasse un determinato asset.

Il concetto ricalcava da vicino il modello tradizionale della DeFi: l'infrastruttura è condivisa, ma le decisioni sul lancio dei singoli mercati spettano a operatori esterni, anziché a un exchange centralizzato. Nel tempo, questi mercati si sono estesi oltre le criptovalute, includendo contratti legati ad azioni, indici azionari, oro, materie prime e altri asset.

Nell'autunno del 2026, HIP-3 non era più un esperimento ai margini della piattaforma.

Dal lancio, i mercati basati su HIP-3 hanno generato un volume di trading di circa 665 miliardi di dollari, di cui circa 64,7 miliardi negli ultimi 30 giorni. In alcuni momenti hanno rappresentato una quota significativa di tutto il trading di futures perpetui su Hyperliquid.

Il progetto sta ora aggiungendo un ulteriore livello a questo modello ormai consolidato. Con HIP-3, l'operatore di un singolo mercato potrà limitare l'accesso a un elenco di indirizzi approvati. Per gli utenti, la differenza sarà sostanziale: per entrare in un mercato ordinario basterà collegare un wallet, mentre per accedere a un mercato regolamentato sarà prima necessario registrarsi presso la società che lo gestisce.

È fondamentale che Hyperliquid non effettuerà direttamente i controlli KYC né deciderà chi può fare trading. La verifica dei clienti, la conformità normativa e la gestione dei conti saranno a carico dell'operatore del mercato.

Nel caso di Payward, queste responsabilità dovrebbero essere ripartite tra diverse entità regolamentate. Bitnomial supervisionerà il mercato e la compensazione, mentre NinjaTrader Clearing gestirà i conti dei clienti. Una volta verificato, un utente potrà accedere al mercato in questione tramite un indirizzo preapprovato.

Per la società, questo crea l'opportunità di trasferire l'attività di trading su un'infrastruttura pubblica, mantenendo KYC, conti dei clienti e responsabilità normativa all'interno di entità autorizzate.

Perché Kraken ha bisogno di Hyperliquid

L'interesse di Payward per questo modello non è nato da un giorno all'altro. Nel 2026, la società ha accettato di acquisire l'exchange di derivati statunitense regolamentato Bitnomial per un massimo di 550 milioni di dollari. In estate, Kraken aveva già iniziato a offrire ai clienti statunitensi futures perpetui su BTC, ETH, SOL e XRP tramite Bitnomial.

In altre parole, Payward non ha bisogno di Hyperliquid per entrare per la prima volta in questo mercato. Il gruppo dispone già di un'infrastruttura regolamentata e della capacità di servire i clienti statunitensi.

La nuova iniziativa è interessante per un altro motivo: consentirebbe di trasferire parte dell'attività di trading su un'infrastruttura crypto pubblica, mantenendo registrazione degli utenti, compensazione e responsabilità legale all'interno di società autorizzate.

Per Payward, questo approccio offre un modo per utilizzare l'infrastruttura di trading già esistente di un partner, mantenendo al contempo le componenti regolamentate del servizio all'interno delle proprie entità. L'operatore resta responsabile delle funzioni che non possono essere delegate a un protocollo decentralizzato: verifica dei clienti, conformità normativa e gestione dei conti.

Per Hyperliquid, invece, si apre un mercato diverso: quello degli istituti finanziari regolamentati, che incontrano difficoltà nell'utilizzare piattaforme di trading completamente aperte per servire i propri clienti.

Nel 2026, le autorità di regolamentazione statunitensi hanno iniziato ad ammettere gradualmente i derivati crypto perpetui nel mercato regolamentato, benché in precedenza tali prodotti fossero disponibili soprattutto al di fuori del Paese o tramite piattaforme offshore.

La DeFi con KYC è ancora finanza decentralizzata?

Per i sostenitori del modello DeFi tradizionale, la risposta può sembrare ovvia. Se gli utenti devono registrarsi presso un intermediario, verificare la propria identità e ottenere il permesso di fare trading, viene meno una delle caratteristiche distintive della finanza decentralizzata: l'accesso aperto.

Nel caso di Hyperliquid, tuttavia, le restrizioni non si applicherebbero all'intera piattaforma. Gli utenti ordinari potrebbero continuare a fare trading sui mercati aperti, mentre la verifica dell'identità sarebbe richiesta solo nei mercati in cui il singolo operatore la impone.

Questo approccio distingue due concetti che nella DeFi sono spesso stati considerati inscindibili: l'infrastruttura pubblica e le regole di accesso applicate a uno specifico prodotto finanziario.

Per gli istituti finanziari regolamentati, il modello risolve un ostacolo importante: possono utilizzare un'infrastruttura pubblica senza rendere i propri prodotti accessibili a qualsiasi wallet anonimo.

Ma questo scenario cambia anche il ruolo dei protocolli. Hyperliquid assomiglia sempre meno a un exchange crypto indipendente, tenuto ad attrarre ogni trader e a decidere quali mercati offrire.

Il progetto cerca invece di diventare un livello di trading su cui altre società possano costruire i propri prodotti, con requisiti di accesso diversi.

Il piano di Payward dipende ancora dall'approvazione delle autorità di regolamentazione e non può quindi essere considerato un modello già consolidato. L'esperimento mostra tuttavia come il confine tra DeFi e finanza tradizionale venga tracciato sempre più spesso non tra piattaforme diverse, ma all'interno della stessa infrastruttura.

L'introduzione dei requisiti KYC per alcuni mercati di Hyperliquid non significa necessariamente abbandonare i principi della DeFi. Si sta piuttosto affermando un modello in cui l'infrastruttura pubblica resta condivisa, mentre le regole di accesso dipendono dallo specifico prodotto finanziario.

Un mercato crypto aperto e una piattaforma di trading regolamentata che serve i clienti di un broker statunitense potrebbero coesistere sulla stessa infrastruttura sottostante.

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