BTp, spread sale a 82 punti con il rendimento decennale al 4,07%

BTp, spread sale a 82 punti con il rendimento decennale al 4,07%
BTp e spread ai massimi

Le vendite sui titoli di Stato in Europa, U.S. e Giappone spingono i rendimenti obbligazionari verso nuovi massimi, mentre il mercato valuta i rischi legati all'inflazione e alle prossime mosse delle banche centrali. In questo contesto il BTp a 10 anni si avvicina al picco del 2026, con il differenziale rispetto al Bund tedesco che torna ad allargarsi.

Punti chiave

  • Il rendimento del BTp decennale chiude al 4,07% contro il 4,01% precedente, con spread su Bund in aumento a 82 punti base.
  • I rendimenti dei titoli di Stato decennali francesi e tedeschi raggiungono livelli record rispettivamente dal 2008 e da 15 anni, evidenziando forte pressione su tutta l'area euro.
  • Il capo economista BCE Philip Lane prevede inflazione eurozona al 3% nei prossimi mesi, ben sopra l'obiettivo del 2% per tutto il 2026.

Tensioni sui titoli sovrani globali

Come riportato da Il Sole 24 Ore, citando Radiocor, la seduta è caratterizzata da vendite generalizzate sui titoli di Stato di Europa, U.S. e Giappone, in un clima segnato dai timori per l'inflazione alimentati dai prezzi del petrolio e dalla possibilità di un intervento delle banche centrali.

Il BTp a 10 anni con scadenza 1 luglio 2036 chiude con un rendimento del 4,07%, in aumento dal 4,01% della vigilia e vicino al massimo del 2026, pari al 4,1% di fine marzo. Lo spread con il titolo tedesco si amplia a 82 punti base dai 79 punti della sera precedente, mentre il Bund decennale tocca livelli che il mercato indica come massimi da 15 anni.

Anche il titolo decennale francese registra un rendimento del 4,11%, un livello che non viene segnato dal 2008 e che conferma l'ampiezza del movimento in corso sul debito sovrano dell'area euro.

Pressioni inflazionistiche e segnali dalla Bce

Le aspettative sui prezzi restano il principale fattore di pressione per il comparto obbligazionario. Il rialzo del petrolio alimenta infatti i timori che l'inflazione possa mantenersi più persistente del previsto, con ricadute dirette sui rendimenti richiesti dagli investitori.

Nel corso di un'intervista, il capo economista della Bce Philip Lane afferma che l'inflazione dell'Eurozona è stimata "ben al di sopra" dell'obiettivo del 2% nel corso del 2026 e che dovrebbe collocarsi intorno al 3% nei prossimi mesi. Secondo Lane, restare su questo livello del 3% è probabilmente ciò che ci si può attendere per il resto dell'anno, un'indicazione che rafforza le attese di mercato su una linea prudente da parte della banca centrale.

Nel nostro precedente aggiornamento sullo spread BTp-Bund abbiamo segnalato un lieve allargamento del differenziale a fine seduta, con lo spread a 79 punti base e il rendimento del BTp decennale salito al 4,01%. In quel contesto, la variazione contenuta dello spread indicava un premio per il rischio relativamente stabile, mentre l’aumento dei rendimenti metteva in evidenza pressioni più diffuse sul mercato obbligazionario dell’area euro.

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