Ex Ilva, Jindal aggiorna l’offerta vincolante mentre si stringono i tempi sugli impianti

Ex Ilva, Jindal aggiorna l’offerta vincolante mentre si stringono i tempi sugli impianti
Jindal aggiorna l’offerta Ilva

La trattativa per il futuro dell’ex Ilva entra in una nuova fase con due offerte vincolanti e due manifestazioni di interesse ancora da chiarire. Il confronto si svolge mentre la chiusura dell’area a caldo deve scattare entro il 28 ottobre in base alla decisione della Corte d’Appello di Milano.

Punti chiave

  • Jindal ha formalizzato un'offerta vincolante aggiornata per l'ex Ilva dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo entro il 28 ottobre.
  • Le passività della gestione ArcelorMittal dell’ex Ilva ammontano a quasi 954 milioni di euro, inclusi 750 milioni di debiti da finanziamenti soci, con un disavanzo patrimoniale superiore a 913 milioni.
  • La Procura di Milano indaga su presunta bancarotta fraudolenta con indagini su Lucia Morselli e altri ex dirigenti, aumentando l'incertezza sul futuro del polo siderurgico di Taranto.

Offerte in campo e scadenze operative

Come riferisce Il Sole 24 Ore, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso afferma oggi, 28 agosto, che tra le due offerte vincolanti c’è quella di Jindal, aggiornata alla luce della sentenza della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo. Urso, intervenuto in videocollegamento a La Piazza di Affaritaliani.it a Ceglie Messapica, aggiunge che sono presenti anche due manifestazioni di interesse, una delle quali fa capo a Federacciai.

Le altre proposte in campo sono indicate come presumibilmente riconducibili al fondo Flacks e al gruppo ceco Ce Industries. Urso ricorda che i tempi di fermata dell’area a caldo, degli altoforni e degli impianti collegati sono fissati dalla decisione della Corte d’Appello, che impone la chiusura entro 90 giorni, quindi entro il 28 ottobre.

Già ieri, sempre a margine dell’evento di Ceglie Messapica, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin dichiarava che si attende la formalizzazione delle offerte, precisando che al momento risulta formalizzata quella di Jindal. Pichetto Fratin segnalava inoltre la preparazione di una proposta da parte della cordata italiana e una manifestazione di interesse del gruppo ceco non ancora formalizzata.

Indagine sui conti e pressione sul settore siderurgico

Parallelamente prosegue la nuova inchiesta della Procura di Milano sui conti della gestione ArcelorMittal dell’ex Ilva, riaperta dopo il dossier dei commissari straordinari. Tra gli elementi richiamati figurano quasi 954 milioni di euro di passività, di cui 750 milioni per debiti da finanziamenti soci, e un disavanzo patrimoniale superiore a 913 milioni di euro, dati riportati nella sentenza con cui nel novembre 2024 il Tribunale fallimentare di Milano dichiara l’insolvenza di Acciaierie d’Italia Holding.

Questi numeri sono ora al centro dell’indagine insieme alla relazione depositata in Procura a giugno dai commissari straordinari, che ricostruisce una presunta strategia predatoria da verificare. Nel fascicolo torna iscritta per bancarotta fraudolenta Lucia Morselli, già ex presidente e amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia e poi di Acciaierie d’Italia, mentre gli inquirenti valutano acquisizioni documentali, il lavoro di consulenti e possibili ulteriori iscrizioni che potrebbero riguardare altri ex componenti del consiglio di amministrazione.

La combinazione tra iter di vendita, vincoli giudiziari sugli impianti e approfondimenti investigativi mantiene elevata l’incertezza sul polo siderurgico di Taranto. Per il comparto, la definizione delle offerte e il rispetto delle scadenze operative restano passaggi cruciali per misurare continuità industriale, governance futura e impatto sull’acciaio italiano.

Nella nostra precedente analisi sull’ingresso di CE Industries nella gara per l’ex Ilva di Taranto abbiamo ricostruito l’allargamento della platea dei potenziali acquirenti, con la holding ceca che si è aggiunta a Jindal, Flacks Group e alla cordata italiana guidata da Federacciai. Avevamo inoltre evidenziato che l’evoluzione della procedura resta legata al nodo della fermata dell’area a caldo entro fine ottobre e alle ricadute su continuità produttiva e transizione verso soluzioni più green.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.