BTp, rendimento decennale risale al 4,37% con spread a 89 punti in avvio

BTp, rendimento decennale risale al 4,37% con spread a 89 punti in avvio
BTp decennale in rialzo

I rendimenti dei titoli di Stato europei tornano a salire all'inizio della seduta, dopo la pausa della vigilia favorita dal calo del petrolio e da un clima di mercato più disteso. Sul mercato italiano il BTp decennale di riferimento si porta al 4,37%, mentre gli operatori attendono le stime finali Istat sul rapporto deficit/Pil del 2025.

Punti chiave

  • Il rendimento del BTp decennale con scadenza 1 luglio 2036 sale al 4,37% da 4,33%, con lo spread sul Bund a 89 punti in apertura.
  • Il mercato attende le stime Istat sul deficit/Pil 2025, dato cruciale per la procedura di infrazione Ue sull'eccesso di disavanzo italiano.
  • Lo spread tra OAT francesi e Bund resta elevato a 103 punti, con l'attenzione rivolta al bilancio 2027 e al giudizio Moody's di ottobre.

Avvio di seduta e attesa per i dati Istat

Secondo Il Sole 24 Ore Radiocor, il comparto dei titoli di Stato europei apre con una nuova risalita dei rendimenti dopo la tregua registrata nella sessione precedente. Il BTp a 10 anni di riferimento, con scadenza 1 luglio 2036, mostra in apertura un rendimento del 4,37%, in aumento dal 4,33% della chiusura precedente, mentre lo spread con il Bund decennale risale marginalmente a 89 punti da 88.

L'attenzione del mercato si concentra sulla pubblicazione delle stime finali dell'Istat sul rapporto tra deficit e Pil del 2025. Il dato può incidere sul percorso di uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione Ue per disavanzo eccessivo.

Pressioni anche sul debito francese

Resta sopra quota 100 punti, a 103, lo spread tra titoli tedeschi e francesi, segnale che il debito di Parigi continua a restare sotto pressione. A pesare sono sia la situazione dei conti pubblici sia il quadro politico in vista delle presidenziali del 2027.

Il mercato guarda inoltre alla presentazione del bilancio 2027 da parte del governo francese entro la fine di settembre e al giudizio di Moody's atteso a ottobre. Questi appuntamenti mantengono alta l'attenzione degli investitori sull'area euro e sull'andamento comparato dei rendimenti sovrani.

Nel nostro precedente approfondimento sui dati definitivi Istat del rapporto deficit/Pil 2025, abbiamo spiegato che la pubblicazione attesa il 22 settembre è un passaggio chiave nei rapporti tra Italia e Unione europea. Avevamo inoltre riportato le dichiarazioni del ministro Giancarlo Giorgetti, secondo cui il governo prenderà atto delle stime dell’Istat, considerate determinanti per valutare l’uscita dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo.

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