Le utility italiane chiudono in calo, FTSE Italia Utilities sotto la parità

Le utility italiane chiudono in calo, FTSE Italia Utilities sotto la parità
Utility italiane in calo

Il comparto delle utility in Italia termina la seduta leggermente sotto i livelli della vigilia, in controtendenza rispetto al progresso registrato dal corrispondente indice dell'Area Euro. Il movimento riflette una giornata debole per diversi titoli del settore, con ribassi tra le blue chip e le mid cap.

Punti chiave

  • L'indice FTSE Italia Utilities chiude a 47.934,5 punti, in calo di 316,3 punti rispetto alla sessione precedente, sotto la parità.
  • L'indice EURO STOXX Utilities termina a 554 punti, in rialzo rispetto all'apertura a 550, mostrando divergenza positiva rispetto al mercato italiano.
  • Italgas perde 1,53%, Hera cede 1,08% ed ERG cala 1,77%, confermando debolezza tra le utility italiane nella seduta del 5 ottobre.

Andamento del settore e dati di chiusura

Come riportato da Teleborsa, l'indice FTSE Italia Utilities ha chiuso a 47.934,5 punti, in calo di 316,3 punti rispetto alla seduta precedente. Nello stesso arco di mercato, l'indice EURO STOXX Utilities si ferma a 554 punti, dopo avere avviato gli scambi a 550, segnando così un rialzo per il comparto utility dell'Area Euro.

Il quadro della giornata evidenzia quindi una divergenza tra il listino italiano e il benchmark europeo di settore. Mentre il mercato domestico resta sotto la parità, il paniere dell'Area Euro mostra un'impostazione più favorevole.

Pressione sui titoli principali del comparto

Tra le azioni italiane a grande capitalizzazione dell'indice utility, Italgas registra una seduta in ribasso e chiude con un calo dell'1,53%. Anche Hera termina la giornata del 5 ottobre in territorio negativo, con una flessione dell'1,08% rispetto alla chiusura precedente.

Nel segmento delle società a media capitalizzazione, ERG si mantiene sottotono e archivia la seduta con una perdita dell'1,77%. L'andamento dei singoli titoli conferma una debolezza diffusa nel comparto italiano, nonostante il tono più positivo osservato a livello europeo.

Nel nostro precedente articolo sul settore energetico europeo nel terzo trimestre 2026 abbiamo evidenziato come il rialzo di gas e petrolio e i margini di raffinazione ai massimi abbiano sostenuto utili e free cash flow del comparto, rafforzando le attese sul 2026. Abbiamo inoltre richiamato l’attenzione sul focus del mercato su Eni, attesa ai conti del 23 ottobre, e sul ruolo della raffinazione e degli asset strategici per la sicurezza degli approvvigionamenti in Europa.

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