Ue avvia azioni coordinate sul gaming per le valute virtuali, Antitrust italiana guida il caso Microsoft

Ue avvia azioni coordinate sul gaming per le valute virtuali, Antitrust italiana guida il caso Microsoft
Ue stretta sul gaming

La stretta europea sulle valute virtuali nei videogiochi si amplia con un'azione coordinata che coinvolge dieci società del settore per rafforzare trasparenza ed equità verso gli utenti. L'iniziativa, annunciata dalla Commissione Ue il 30 settembre nell'ambito della rete CPC, punta in particolare a tutelare minori e consumatori vulnerabili.

Punti chiave

  • L'azione coordinata della Commissione Ue coinvolge Activision Blizzard UK, Crytek, InnoGames, King.com, Mojang, Plarium Europe, PLR Worldwide Sales, Riot Games, Supercell e Ubisoft EMEA, con focus sulle valute virtuali in-game.
  • L'Antitrust italiana guida il caso contro Activision Blizzard UK e gruppi Microsoft per possibili pratiche commerciali scorrette che avrebbero impatto su consumatori in almeno tre Stati membri.
  • L'indagine mira a rafforzare la pressione normativa sui modelli di monetizzazione dei videogame, soprattutto per segmenti minorili e utenti a rischio dipendenza, dopo controlli già avviati su Diablo Immortal e Call of Duty.

Indagine europea su valute in-game e pratiche commerciali

Come riportato da Teleborsa, citando la Commissione Ue, le autorità europee di tutela del consumatore avviano un'azione coordinata nel settore del gaming nei confronti di Activision Blizzard UK, Crytek, InnoGames, King.com, Mojang, Plarium Europe, PLR Worldwide Sales, Riot Games, Supercell e Ubisoft EMEA. L'obiettivo è assicurare la piena applicazione dei principi europei sulle valute virtuali nei giochi, i Key Principles on In-game Virtual Currencies.

Una delle azioni è guidata dall'Antitrust italiana, che opera come capofila insieme alle autorità di Norvegia e Danimarca nei confronti di Activision Blizzard UK e di altre società del gruppo Microsoft. La verifica riguarda la possibile esistenza di una "infrazione diffusa", vale a dire comportamenti contrari alle norme Ue che possono danneggiare consumatori residenti in almeno tre Stati membri.

Pressione regolatoria su Microsoft e impatto per il settore

L'iniziativa europea si inserisce in un quadro più ampio di controlli nazionali già avviati dall'Antitrust italiana a dicembre su Diablo Immortal e Call of Duty, per un presunto deficit di trasparenza ed equità nell'uso delle valute virtuali. Nel mirino ci sono modalità di acquisto in cui prezzi di contenuti in-game, come elementi estetici o pacchetti per le armi, sono espressi in monete diverse dall'euro, pur derivando da una spesa reale in euro.

Secondo il quadro descritto dalle autorità, questi sistemi, insieme alla vendita tramite pacchetti predefiniti, a interfacce manipolative, a controlli parentali inadeguati e alla mancata assistenza sugli account bloccati, rendono meno chiaro e meno controllabile l'importo effettivamente speso. Per il settore, l'azione coordinata aumenta quindi la pressione normativa sui modelli di monetizzazione dei videogiochi, soprattutto nei segmenti rivolti a minori e utenti esposti al rischio di dipendenza dal gioco.

Nel nostro precedente approfondimento sulla revisione della Direttiva UE sui prodotti del tabacco (TPD) abbiamo analizzato la proposta di alcuni Paesi di introdurre un possibile “market freeze” per i nuovi prodotti alla nicotina e ulteriori restrizioni su aromi, limiti e vendite. L’articolo metteva in evidenza le potenziali conseguenze economiche e industriali per l’Italia e la filiera dei prodotti innovativi, sottolineando al tempo stesso la necessità di regole rigorose per la tutela dei minori senza bloccare l’innovazione.

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