Affide amplia ai beni di lusso i servizi su pegno e asta, cresce il valore rifugio di gioielli e borse
Nel 2026 i beni preziosi detenuti dalle famiglie italiane assumono un peso crescente nelle strategie di liquidità e protezione patrimoniale. Il Rapporto Ipsos Doxa - Affide 2026 indica che alla tradizionale centralità di gioielli e oro si affianca l'ascesa delle borse di lusso come nuova categoria di asset rifugio.
Punti chiave
- Secondo il Rapporto Ipsos Doxa - Affide 2026, l'85% degli italiani ora considera gioielli e preziosi una risorsa economica, in crescita rispetto al 75% del 2024.
- Il 35% del campione possiede almeno una borsa di lusso, percentuale che sale al 45% tra gli under 40, mentre il 64% riconosce valore patrimoniale a questi articoli.
- Affide amplia i servizi di valutazione, custodia, finanziamento e vendita in asta anche alle borse di alta gamma, supportando le perizie con intelligenza artificiale.
Rapporto 2026 su liquidità e valorizzazione
Secondo Teleborsa, come emerge dal Rapporto Ipsos Doxa - Affide 2026, l'85% degli italiani considera gioielli e preziosi una risorsa economica, in aumento rispetto al 75% del 2024. In media ogni italiano possiede sette preziosi, per un patrimonio stimato di 54 grammi d'oro.Una parte rilevante di questa ricchezza resta però ferma: il 68% indossa meno di cinque gioielli all'anno. Alla scarsa utilizzazione si aggiungono timori sulla custodia, con il 60% che teme i furti domestici e il 35% che dichiara di avere subito, direttamente o tramite un familiare, il furto di beni di valore in casa.
La conoscenza del valore reale dei beni resta limitata, perché solo il 38% degli intervistati sa stimarlo, quota che sale al 46% tra i 18 e i 39 anni, mentre il 77% ammette di non avere competenze sufficienti per una valutazione autonoma. Tra i riferimenti indicati per stimare i preziosi compaiono gioiellerie, Compro Oro e anche il credito su pegno, citato dall'11% del campione.
Negli ultimi cinque anni quattro italiani su dieci hanno richiesto un prestito, soprattutto per acquistare auto o moto, comprare o ristrutturare casa, affrontare spese impreviste o sostenere acquisti importanti. Il credito su pegno è conosciuto dal 59% dei cittadini e viene associato sia alla necessità di gestire difficoltà economiche e urgenze, sia all'esigenza di ottenere liquidità rapida valorizzando beni già posseduti, con il mantenimento della proprietà come principale vantaggio percepito dal 38% degli intervistati.
Borse di lusso e aste spingono il mercato circolare
L'indagine segnala anche una crescita dell'attenzione verso l'economia circolare, ritenuta importante dall'83% degli intervistati, in un contesto che favorisce il riutilizzo dei beni di valore non più usati. In questo ambito aumentano l'interesse per le case d'asta e il mandato a vendere, formula conosciuta dal 52% del campione e considerata utilizzabile dal 65% per affidare un oggetto alla vendita.La fiducia nelle aste online si rafforza grazie a trasparenza e garanzie percepite, tanto che il 53% giudica positivamente questo canale per acquistare beni di valore, quota che sale al 57% tra gli under 39. Secondo Andrea Rotunno, direttore generale di Affide, questi dati mostrano una domanda crescente di strumenti che uniscono liquidità immediata, tutela della proprietà e custodia sicura dei beni.
L'evoluzione più marcata riguarda però le borse di lusso, che entrano sempre più nel perimetro dei beni rifugio. Il 35% del campione dichiara di possederne almeno una in famiglia o personalmente, con un picco del 45% tra gli under 40, mentre il 64% riconosce a questi articoli un valore economico e patrimoniale oltre a quello estetico o affettivo.
Tra chi possiede una borsa firmata, il 61% valuta la possibilità di usarla come garanzia per ottenere liquidità mantenendone la proprietà e la facoltà di riscatto. In questo quadro Affide annuncia l'estensione dei propri servizi di valutazione, custodia, finanziamento e vendita in asta anche alle borse di alta gamma, con perizie specializzate supportate dall'intelligenza artificiale per l'autenticazione.
Gli investimenti di CDP nei fondi di debito diversificati sono stati al centro di un nostro precedente approfondimento, in cui abbiamo spiegato come la riduzione del credito bancario stia spingendo PMI e midcap verso soluzioni di finanza alternativa. Nell’articolo abbiamo evidenziato i 20 investimenti per 717 milioni di euro e l’effetto leva atteso sulle risorse mobilitate, con l’obiettivo di affiancare il canale bancario nel sostegno alla liquidità delle imprese.
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