Terziario avanzato in Italia amplia il peso economico

Terziario avanzato in Italia amplia il peso economico
Terziario avanzato in crescita

Il terziario avanzato rafforza il suo ruolo nell'economia italiana, con 151,3 miliardi di euro di fatturato e 77,1 miliardi di valore aggiunto rilevati per il 2023. I dati indicano una crescita più rapida rispetto all'industria e al complesso dei servizi, mentre aumenta anche l'incidenza occupazionale delle attività ad alta intensità di conoscenza.

Punti chiave

  • Il valore aggiunto dei servizi a capitale intellettuale in Italia raggiunge nel 2023 il 3,6% del PIL, con un giro d'affari salito a 151,3 miliardi di euro.
  • Tra il 2021 e il 2023, il settore cresce del 29,8% e settori come ingegneria, consulenza e architettura registrano aumenti superiori al 40%.
  • Dal 2015 al 2023 gli addetti aumentano del 25,6%, con la produttività delle attività professionali prevista in crescita del 10,5% tra 2019 e 2025, ma persistono criticità su scala e reperimento talenti.

Crescita del comparto e segmenti principali

Secondo Teleborsa, che cita Confindustria PROM (che ha rielaborato gli ultimi dati Istat disponibili insieme al CNEL), le imprese dei servizi a capitale intellettuale registrano nel 2023 un valore aggiunto pari al 3,6% del PIL. Il comparto comprende consulenza e management, ingegneria e architettura, servizi legali, contabili e comunicazione.

Tra il 2021 e il 2023 il giro d'affari del settore cresce del 29,8%, da 116,5 miliardi a 151,3 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto sale da 61,3 miliardi a 77,1 miliardi. Gli aumenti più marcati riguardano gli studi di ingegneria, la consulenza imprenditoriale e gestionale e gli studi di architettura, tutti con progressioni superiori al 40%, mentre avanzano anche le altre attività di consulenza e professionali e le agenzie pubblicitarie.

Nel dettaglio dei codici ATECO, il segmento più ampio è quello degli studi di ingegneria e degli altri studi tecnici, con 28,4 miliardi di fatturato nel 2023, seguito dalla consulenza imprenditoriale e gestionale con 28,3 miliardi. Seguono contabilità, revisione e consulenza fiscale e del lavoro con 22,5 miliardi, studi legali e notarili con 19,6 miliardi, altre attività di consulenza e professionali con 16 miliardi, agenzie pubblicitarie con 10,2 miliardi, design specializzato con 5,8 miliardi e studi di architettura con 5,7 miliardi.

Occupazione, produttività e criticità strutturali

Il rafforzamento del settore emerge anche sul fronte del lavoro. Tra il 2015 e il 2023 gli addetti dei servizi ad alta intensità di conoscenza aumentano del 25,6%, contro il 6,9% della manifattura, mentre la quota sul totale degli occupati passa dal 18,5% del 2001 al 25,7% del 2023.

Su un orizzonte più lungo, in trent'anni il lavoro nelle attività professionali raddoppia da 1 milione a 2 milioni di posti a tempo pieno, di cui 345 mila creati dal 2019 a oggi. Tra il 2019 e il 2025 cresce anche la produttività, con il valore aggiunto per unità di lavoro delle attività professionali in aumento del 10,5%, a fronte del più 0,5% dell'industria e del calo dello 0,3% del complesso dei servizi.

Secondo il presidente di Confindustria PROM, Luigi Riva, la filiera deve però affrontare ostacoli legati alla dimensione delle imprese, alle sfide tecnologiche, alla produttività e soprattutto alla difficoltà di assumere talenti qualificati. Lo studio del CNEL segnala che nelle attività professionali il 72,8% degli addetti lavora in microimprese, contro il 51% della media europea, mentre oltre il 60% degli occupati nella consulenza gestionale e negli studi di ingegneria e architettura è laureato, a fronte di una media nazionale del 25,5%. Nello stesso ambito, le imprese a controllo estero rappresentano lo 0,3% del totale ma generano il 16,9% del fatturato, un dato che evidenzia il vantaggio competitivo associato a una maggiore scala dimensionale.

Nel nostro precedente articolo sulle politiche attive del lavoro e sul Programma GOL abbiamo raccontato il confronto a Roma tra il Ministero del Lavoro e il Comitato Economico e Sociale Europeo, centrato su inclusione, formazione e servizi per l’impiego. Nell’approfondimento si evidenziava anche il ruolo degli strumenti digitali (come SIISL, AppLI ed EDO) e l’attenzione all’impatto dell’intelligenza artificiale sulle competenze richieste e sulle transizioni professionali.

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