L’Iran minaccia una zona di esclusione nel Golfo mentre il conflitto con gli Stati Uniti si intensifica
Martedì l’Iran ha minacciato gli Stati Uniti con una nuova forma di pressione economica, avvertendo di voler istituire una zona di esclusione marittima nel Golfo Persico e sottolineando la propria capacità di colpire le forze americane con missili avanzati. Lo scontro si sta inoltre estendendo oltre gli scambi diretti tra Stati Uniti e Iran: gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno attaccato città saudite, mentre il traffico commerciale nella regione rischia di subire nuove interruzioni.
Punti chiave
- L’Iran prevede una nuova zona marittima soggetta a restrizioni nel Golfo.
- Teheran afferma di aver utilizzato il Qassem Basir contro navi statunitensi.
- Sabato le forze statunitensi hanno colpito tre petroliere iraniane.
- Gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita hanno ferito 73 persone.
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Secondo quanto riportato da Reuters, i funzionari iraniani hanno dichiarato che l’area soggetta a restrizioni si estenderebbe dal perimetro del blocco statunitense fino ad alcune zone del Golfo, e che le navi che vi entrassero potrebbero essere sottoposte a sanzioni iraniane. Teheran sta inoltre preparando mappe per un nuovo corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, sebbene non abbia fornito una tempistica per l’attuazione delle misure.
Le minacce missilistiche aumentano la tensione militare
Gli ultimi avvertimenti fanno seguito a un nuovo scambio di attacchi avvenuto nel fine settimana. Sabato le forze statunitensi hanno colpito tre petroliere iraniane, mentre i media statali iraniani hanno riferito che Teheran ha impiegato il proprio missile balistico Qassem Basir contro diverse navi americane.
Le forze armate statunitensi hanno dichiarato che le loro navi da guerra hanno evitato gli attacchi missilistici. L’Iran descrive il Qassem Basir come un’arma più manovrabile, progettata per operare contro i sistemi di difesa missilistica e di guerra elettronica. I media iraniani avevano già riferito del suo impiego in combattimento contro Israele nel giugno 2025.
Nonostante i continui attacchi statunitensi, che hanno indebolito parte dell’infrastruttura militare convenzionale iraniana, Teheran conserva capacità missilistiche e di droni in grado di minacciare navi e obiettivi regionali.
Il conflitto si è nuovamente ampliato martedì, quando il movimento Houthi sostenuto dall’Iran ha attaccato diverse città dell’Arabia Saudita. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen ha dichiarato che 73 persone sono rimaste ferite, alimentando i timori che il conflitto, ormai al sesto mese, possa coinvolgere direttamente altri Stati del Golfo.
La navigazione diventa un punto di pressione centrale
L’Iran sta collegando sempre più strettamente la pressione militare alle ritorsioni economiche. Il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ha nuovamente rallentato, nonostante gli sforzi guidati dagli Stati Uniti per migliorare la libertà di navigazione lungo uno dei corridoi marittimi energetici più importanti al mondo.
La strategia crea rischi che vanno oltre il campo di battaglia. Le restrizioni sulle navi commerciali possono interrompere le esportazioni di greggio e gas naturale liquefatto dei produttori del Golfo, aggiungendo un premio geopolitico ai prezzi dell’energia e aumentando i costi di trasporto e assicurazione.
Anche le tensioni diplomatiche si stanno diffondendo. Teheran ha criticato il Canada dopo che Ottawa ha appoggiato le sanzioni e gli sforzi di Stati Uniti, Francia e Regno Unito per riaprire lo stretto, ampliando ulteriormente il gruppo di governi coinvolti nella disputa.
L’escalation regionale aumenta i rischi per l’economia globale
La combinazione di minacce missilistiche, restrizioni alla navigazione e attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita aumenta il rischio che il conflitto si trasformi in uno scontro regionale più ampio. Qualsiasi ulteriore interruzione del traffico commerciale nel Golfo Persico potrebbe esercitare ulteriore pressione sulle forniture energetiche e aumentare i costi di trasporto e assicurazione.
I mercati petroliferi stanno già riflettendo questo rischio. I futures sul greggio Brent erano scambiati a 98,64 dollari al barile, in rialzo dell’1,69%, mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense sono saliti del 2,86% a 94,10 dollari. I rialzi portano il Brent vicino alla soglia dei 100 dollari, mentre i trader valutano la possibilità di ulteriori interruzioni nei flussi di greggio mediorientali.
Per Washington e Teheran, il controllo dell’accesso marittimo è diventato una fonte di leva sempre più importante, mentre la pressione militare e le sanzioni economiche proseguono senza una soluzione diplomatica. Per i mercati globali, la preoccupazione immediata è se un’ulteriore escalation possa limitare ancora di più le esportazioni energetiche e la navigazione commerciale attraverso il Golfo.
Come abbiamo riferito in precedenza, gli Stati Uniti aumentano la pressione sull’Iran mentre persistono i rischi legati a Hormuz.
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