MPS e Banco BPM lavorano a una fusione tra pari come alternativa all'offerta di Intesa

MPS e Banco BPM lavorano a una fusione tra pari come alternativa all'offerta di Intesa
Fusione MPS e Banco BPM

Nel risiko bancario italiano prende forma un'alternativa all'offerta da 35 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS. L'ipotesi allo studio prevede una fusione tra pari tra Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM con una componente cash destinata agli azionisti MPS.

Punti chiave

  • MPS e Banco BPM stanno negoziando una fusione tra pari, mix di azioni e cassa, con possibili dividendi straordinari agli azionisti MPS pre-deal.
  • MPS dispone di un eccesso di capitale di 3,3 miliardi di euro a fine 2025 e può monetizzare il 13,3% in Generali per finanziare l'operazione.
  • La fusione creerebbe il terzo gruppo bancario italiano, con possibili cessioni sportelli per motivi antitrust, mentre il board MPS esprime preferenza per l'operazione rispetto all'offerta Intesa.

Struttura dell'operazione e tempi di definizione

Come riportato da Borsa Italiana, citando Bloomberg, gli advisor di Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM sono in trattative su una possibile fusione tra pari strutturata come un mix di azioni e cassa, con un assetto che rifletterebbe in larga misura le attuali valutazioni delle due banche.

Secondo quanto riferisce Milano Finanza, la componente cash per gli investitori MPS potrebbe arrivare attraverso la distribuzione di un dividendo straordinario prima del completamento dell'operazione. Vista la complessità del dossier, le fonti citate indicano che potrebbero servire alcune settimane prima di arrivare a una proposta definitiva.

Per il finanziamento, MPS può contare su un eccesso di capitale pari a 3,3 miliardi di euro, dato di fine 2025, oltre alla possibile monetizzazione del 13,3% detenuto in Generali.

Impatto sul settore bancario e nodi azionari

Un'integrazione tra MPS e Banco BPM consentirebbe di mantenere Monte Paschi come banca indipendente senza procedere a uno smembramento, creando al tempo stesso un terzo grande gruppo bancario capace di competere con Intesa e UniCredit.

Intesa ha già fatto sapere che, in caso di successo della propria offerta, intende cedere gran parte della rete di sportelli MPS. Anche un accordo tra MPS e BPM includerebbe probabilmente la cessione di alcuni sportelli della nuova entità, ma in questo caso per rispondere ai rilievi antitrust.

Il consiglio di MPS ha già espresso dubbi sull'offerta di Intesa, giudicandola troppo bassa, mentre ha indicato che la proposta di fusione di Banco BPM merita una valutazione completa e rigorosa. Qualsiasi intesa con BPM deve inoltre tenere conto della posizione di Credit Agricole, primo azionista della banca italiana con una quota salita a circa il 30%.

Nella nostra precedente analisi sulla possibile fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM abbiamo spiegato che i due gruppi stavano valutando un’operazione alternativa alle ipotesi di offerta di scambio circolate nelle settimane precedenti. Avevamo inoltre evidenziato il ruolo degli advisor incaricati di definire struttura, tempi e sostenibilità dell’aggregazione, e come un’intesa potrebbe accelerare il consolidamento del settore bancario italiano ridisegnando gli equilibri competitivi.

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