Ivass, copertura Catnat delle imprese sale al 16% in Italia
L'obbligo di dotarsi di una polizza contro le calamità naturali inizia a diffondersi tra le imprese italiane, con una quota di copertura che raggiunge il 16% a fine aprile. Il dato riguarda 4,3 milioni di imprese non agricole censite da Istat e segnala un'accelerazione rispetto al 13% registrato a gennaio 2026.
Punti chiave
- Le polizze Catnat attive in Italia salgono a circa 683 mila, registrando un aumento del 14,5% rispetto alle 596 mila di gennaio 2026.
- Il valore assicurato complessivo per Catnat cresce del 30% e i premi aumentano del 27,9% tra gennaio e aprile secondo Ivass.
- Attualmente 45 compagnie offrono coperture Catnat in Italia, di cui 33 vigilate dall'Ivass e 12 compagnie estere.
Crescita delle coperture e dei premi
Come riportato da Borsa Italiana, il monitoraggio dell'Ivass indica che le polizze Catnat attive sono circa 683 mila, in aumento del 14,5% rispetto alle 596 mila rilevate a gennaio 2026.La rilevazione dell'Autorità di vigilanza presieduta da Paolo Angelini mostra inoltre che tra gennaio e aprile scorso il valore assicurato complessivo aumenta di circa il 30%, mentre i premi crescono del 27,9%. L'incremento segnala che l'obbligo normativo inizia a tradursi in una maggiore adesione da parte del tessuto produttivo non agricolo.
Quadro normativo e offerta sul mercato
Il monitoraggio è previsto dalla norma che affida al Garante per la Sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, in collaborazione con l'Ivass, il compito di controllare l'andamento dei premi assicurativi.Le compagnie che offrono coperture catastrofali sono 45. Di queste, 33 sono vigilate dall'Ivass e 12 sono compagnie estere che operano in Italia in libera prestazione di servizi o in regime di stabilimento.
Nella nostra precedente analisi sulla circolare INPS del 24 luglio 2026 abbiamo spiegato che l’Istituto ha ampliato l’accesso agli incentivi contributivi (Esonero giovani under 36 e Decontribuzione Sud) anche ad agenti, broker e intermediari assicurativi. Il chiarimento consente di recuperare i benefici arretrati per i contratti attivati dal 1° luglio 2022, con termine al 31 dicembre 2026, ma resta soggetto a specifici limiti di cumulabilità tra le misure.
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