Prosegue il periodo di adesione all'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria lanciata da Poste Italiane sulle azioni ordinarie TIM. Al 3 agosto le richieste complessive raggiungono 17.265.193 titoli, pari all'1,011% degli strumenti oggetto dell'offerta, in un'operazione che resta aperta fino all'11 settembre.
Punti chiave
- Al 3 agosto, le adesioni all'OPAS di Poste Italiane su TIM hanno raggiunto 17.265.193 richieste, pari all'1,011% degli strumenti finanziari coinvolti.
- L'OPAS volontaria totalitaria, avviata il 20 luglio, si concluderà l'11 settembre sulle azioni ordinarie Telecom Italia.
- Borsa Italiana segnala che le azioni Telecom Italia acquistate il 10 e 11 settembre non potranno essere apportate all'offerta, delimitando la finestra operativa per gli investitori.
Andamento delle adesioni e scadenze dell'offerta
Come riportato da Borsa Italiana, nella giornata del 3 agosto sono state presentate 1.451.945 richieste di adesione all'OPAS promossa da Poste Italiane su TIM. Il totale cumulato sale così a 17.265.193 richieste, equivalenti all'1,011% del totale degli strumenti finanziari inclusi nell'offerta.L'operazione è iniziata il 20 luglio e si conclude l'11 settembre. Si tratta di un'OPAS volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie della società di telecomunicazioni.
Indicazioni operative per il mercato
Borsa Italiana ricorda che le azioni ordinarie Telecom Italia acquistate sul mercato il 10 e l'11 settembre non possono essere apportate in adesione all'offerta. L'avvertenza definisce quindi la finestra utile per gli investitori interessati a partecipare all'operazione entro i termini previsti.Per il mercato, il superamento della soglia dell'1% rappresenta un primo indicatore dell'andamento della raccolta delle adesioni, mentre l'attenzione resta concentrata sull'evoluzione dei conferimenti nelle prossime settimane.
Nel nostro precedente articolo sul confronto tra TIM e FiberCop sulla qualità dell’ex rete fissa, abbiamo ricostruito la replica di FiberCop alle critiche di deterioramento del servizio, sostenendo che gli indicatori restano in linea o in miglioramento rispetto al periodo pre-separazione. Abbiamo inoltre evidenziato il nodo regolatorio sui nuovi listini wholesale contestati dagli operatori, con un iter dell’Autorità destinato a incidere sulle condizioni di accesso alla rete e sugli equilibri del settore.
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