J. Safra Sarasin vede l'euro tra pressioni sui tassi e sostegno del ciclo nell'area euro
Nelle ultime cinque settimane l'euro si muove in modo laterale contro il dollaro, mentre il cambio EUR/USD fatica a consolidarsi sopra l'intervallo 1,13-1,15. Il quadro resta condizionato dal peggioramento delle ragioni di scambio dell'area euro, anche se le sorprese macroeconomiche più recenti iniziano a offrire un sostegno alla valuta unica.
Punti chiave
- L'analisi di J. Safra Sarasin indica che il rialzo dei tassi BCE di giugno e la prospettiva di un altro aumento nel 2024 limitano il rischio di indebolimento dell'euro.
- La persistenza delle pressioni sui prezzi negli U.S. e la probabile politica più restrittiva della Fed rispetto alla BCE nei prossimi mesi ampliano il rischio di uno spread tassi a favore del dollaro.
- Le recenti sorprese macroeconomiche favorevoli sostengono l'euro e lasciano margini di recupero se i dati europei migliorano, poiché le valutazioni di mercato già riflettono la resilienza statunitense.
Tassi, petrolio e rischio Francia
Come riporta Borsa Italiana, l'analisi di J. Safra Sarasin indica che il rialzo dei tassi della BCE di giugno e la prospettiva di un ulteriore aumento nel corso dell'anno limitano il rischio di un indebolimento più marcato dell'euro.La banca segnala tuttavia che la persistenza delle pressioni sui prezzi negli U.S. mantiene orientato al rialzo il rischio di un ampliamento del vantaggio dei tassi statunitensi rispetto all'area euro. Dopo la riunione della Fed di luglio, aumenta infatti la probabilità di un nuovo ciclo di rialzi negli U.S., mentre per la BCE viene previsto un solo ulteriore aumento dei tassi, meno di quanto il mercato stia attualmente scontando.
Allo stesso tempo, nella prima metà del 2026 si amplia di nuovo lo spread dei rendimenti tra i titoli di Stato tedeschi e francesi a lunga scadenza. Mentre Italia, Spagna e Grecia riducono i deficit e ottengono miglioramenti di rating, il debito pubblico francese segue una traiettoria diversa e le prospettive politiche legate alle presidenziali francesi del 2027 aumentano l'incertezza sul profilo di lungo termine del debito del Paese.
Dati macro e margini di recupero
Nelle ultime settimane le sorprese macroeconomiche relative favoriscono invece l'euro, pur senza segnalare ancora una ripresa robusta dell'area. Questo suggerisce che gran parte della precedente divergenza di crescita sia già incorporata nelle valutazioni di mercato.Secondo questa lettura, le aspettative contenute sull'area euro e il forte grado di resilienza degli U.S. già riflesso nei prezzi lasciano spazio a un sostegno della valuta unica se i dati sull'attività economica europea migliorano ulteriormente. In questo contesto, la soglia per una moderata ripresa dell'euro resta relativamente bassa.
Nel nostro precedente aggiornamento sullo spread BTp-Bund abbiamo segnalato un lieve allentamento della pressione sul debito sovrano italiano, con il differenziale sceso in area 77-78 punti base e un piccolo arretramento del rendimento del BTp decennale. Il quadro indicava una seduta sostanzialmente stabile per i titoli dell’Eurozona, con un marginale miglioramento del costo di finanziamento percepito sull’Italia.
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