Borse europee sotto pressione, Milano cala mentre Nexi guida il Ftse Mib
I mercati azionari europei restano sotto pressione a metà seduta mentre il rialzo del petrolio riaccende i timori sull'inflazione globale e pesa sul sentiment degli investitori. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,59%, con i titoli energetici in evidenza e Nexi in rialzo grazie alle attese su Cdp e al consolidamento nel settore dei pagamenti digitali.
Punti chiave
- Il Brent si attesta a 90,75 dollari (-0,1%) e il WTI a 84,80 dollari (+0,36%) su tensioni geopolitiche in Medio Oriente e Mar Rosso.
- La pressione sui Treasury U.S. spinge i rendimenti a nuovi record, causando sell-off anche sui titoli di Stato europei e asiatici.
- Sul Ftse Mib Nexi sale dell'1,6% grazie alle mosse M&A di Stripe e alla possibile accelerazione di Cdp verso il 29,9%.
Petrolio sopra 90 dollari e tensioni geopolitiche pesano sui listini
Secondo Borsa Italiana, che cita Il Sole 24 Ore Radiocor, il Brent supera i 90 dollari al barile e continua a sostenere le preoccupazioni per i riflessi sui prezzi, mentre anche i future di Wall Street indicano un avvio in calo. A metà seduta scendono Milano, Parigi, Francoforte e Amsterdam, mentre Londra e Madrid restano poco sopra la parità.Sale intanto la tensione sul reddito fisso, con il sell-off sui Treasury U.S. che spinge i rendimenti su livelli record e trascina anche i titoli di Stato europei e asiatici. Il movimento si inserisce in un contesto aggravato dalla situazione in Medio Oriente.
Dopo la scadenza della tregua di 60 giorni siglata lo scorso giugno a Islamabad, i negoziati tra U.S. e Iran non si sbloccano. Teheran ribadisce inoltre, tramite il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, che lo Stretto di Hormuz resta chiuso finché Washington non rispetta i termini dell'accordo provvisorio, inclusi revoca del blocco marittimo e delle sanzioni petrolifere, sblocco dei beni congelati e fine delle minacce militari.
Restano alte anche le tensioni nel Mar Rosso, dove gli Houthi rivendicano attacchi contro una raffineria saudita. In questo quadro il Brent si attesta a 90,75 dollari, in calo dello 0,1% dopo i massimi di giornata, mentre il WTI sale dello 0,36% a 84,80 dollari; il gas ad Amsterdam resta quasi invariato a 61,7 euro al MWh.
Energia in rialzo a Piazza Affari, focus su Nexi e sul tech
A Piazza Affari beneficiano del contesto soprattutto i titoli legati all'energia, con Eni in rialzo dell'1,11%, Saipem dello 0,77% e Snam dello 0,6%. La migliore del Ftse Mib è però Nexi, che sale dell'1,6% sostenuta sia dalle prospettive di un'accelerazione di Cdp verso il 29,9%, sia dalle mosse di Stripe nell'M&A dei pagamenti digitali.La fintech statunitense mostra infatti segnali di una possibile stretta a breve per l'acquisizione di PayPal, elemento che alimenta l'attenzione sul comparto. Sul fronte opposto, le prese di beneficio colpiscono i tecnologici dopo i rialzi della vigilia, con Prysmian in calo del 2,75% e ST del 4,83%, in fondo al listino.
Nel mercato valutario, il dollaro si attesta a 1,1574 per un euro, rispetto a 1,1585 della chiusura precedente, e a 159,72 yen da 159,35. Il cambio euro-yen è indicato a 184,86, rispetto a 184,60 della vigilia.
Nel nostro precedente aggiornamento sullo spread BTp-Bund abbiamo evidenziato una seduta di lieve allargamento del differenziale e, soprattutto, di rialzo del rendimento del BTp decennale, segnale di un costo di finanziamento implicito in aumento per l’Italia. In quell’analisi sottolineavamo che il movimento era legato più a pressioni generalizzate sui tassi nell’area euro che a un peggioramento netto del rischio specifico italiano.
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