MPS, Equita vede alto rischio di esecuzione nella doppia Ops su Banco BPM e Banca Generali

MPS, Equita vede alto rischio di esecuzione nella doppia Ops su Banco BPM e Banca Generali
Alto rischio per doppia Ops

La controffensiva di Banca Monte dei Paschi di Siena all'offerta annunciata da Intesa Sanpaolo apre un confronto tra strategie alternative per il riassetto bancario italiano. Per Equita, la doppia Ops parallela su Banco BPM e Banca Generali presenta un profilo operativo e di governance più complesso, con implicazioni rilevanti per azionisti e target coinvolti.

Punti chiave

  • Equita segnala elevato rischio di esecuzione nella doppia Ops di BMPS su Banco BPM e Banca Generali, considerandola più complessa rispetto all'Opas di Intesa Sanpaolo.
  • Secondo Equita, l'offerta di Intesa offre un razionale industriale più solido, maggior visibilità sui benefici attesi e un rischio esecutivo inferiore rispetto alla strategia alternativa di BMPS.
  • Credit Agricole, primo azionista di Banco BPM con il 29,3%, esprime dubbi sull'aggregazione con BMPS e preferisce un'operazione con Credit Agricole Italia.

Valutazione di Equita sulla struttura dell'operazione

Come riportato da Borsa Italiana, citando Teleborsa, Equita sostiene in un report diffuso dopo la decisione del cda di MPS che il principale elemento di criticità della doppia operazione resta l'elevato rischio di esecuzione. Secondo gli analisti, la banca si troverebbe a gestire nello stesso momento il completamento dell'integrazione di Mediobanca, l'aggregazione con Banco BPM e l'acquisizione di Banca Generali, in un percorso giudicato più articolato rispetto all'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo.

Equita contrappone a questo scenario l'offerta di Intesa, che a suo avviso si distingue per un razionale industriale più solido e per un rischio esecutivo più contenuto, grazie al track record del management nell'integrazione e nella generazione di sinergie. Nel report, gli analisti concludono di continuare a considerare l'operazione di Intesa come l'opzione più solida per gli azionisti BMPS, anche per la maggiore visibilità sui benefici attesi.

La sim osserva inoltre che il titolo BMPS incorpora già il premio implicito nell'offerta Intesa. In questa lettura, perseguire una strategia alternativa comporterebbe per gli azionisti la rinuncia a tale premio.

Governance e nodi per il consenso degli azionisti

Equita segnala anche che la delibera del consiglio di amministrazione è stata approvata a maggioranza, ma con l'astensione di quattro consiglieri. Per gli analisti, questo elemento conferma divergenze nella governance dell'istituto, con una parte del board che avrebbe preferito non esprimersi su un progetto ancora segnato da incertezze industriali, finanziarie e regolamentari.

Il buon esito dell'operazione, aggiunge la sim, dipende non solo dall'approvazione degli azionisti rilevanti di BMPS, tra cui Delfin, ma anche dal consenso degli azionisti di riferimento delle società target. Sul fronte Banco BPM, Credit Agricole, primo azionista con il 29,3%, ha già espresso dubbi sullo spazio effettivo di creazione di valore di un'aggregazione con BMPS, ribadendo la preferenza per un'operazione tra Banco BPM e Credit Agricole Italia.

Per Banca Generali, Equita ritiene che il mercato possa interrogarsi sulle ragioni che spingerebbero Generali a rinunciare al controllo della controllata per assumere una partecipazione di minoranza in BMPS. Il report richiama anche il possibile effetto delle partecipazioni incrociate sulla piena esercitabilità dei diritti di voto.

Nelle note finali, Equita segnala infine di svolgere o di avere svolto negli ultimi 12 mesi il ruolo di consulente finanziario di Intesa Sanpaolo nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto e/o scambio su strumenti finanziari emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena.

Nel nostro precedente articolo sulla doppia OPS di MPS su Banco BPM e Banca Generali abbiamo ricostruito la struttura dell’operazione e la composizione attesa del capitale del nuovo gruppo in caso di adesione integrale alle offerte. Abbiamo inoltre evidenziato la valenza industriale del progetto, che includerebbe anche la fusione di Mediobanca e un possibile percorso di collaborazione più ampia con il gruppo Generali, nel contesto del consolidamento del settore bancario italiano.

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