MPS affronta elevati rischi di esecuzione nelle offerte su Banco BPM e Banca Generali
Le mosse di consolidamento avviate da Monte dei Paschi di Siena si inseriscono in una fase delicata per il settore bancario italiano e per la stessa banca senese, già impegnata nell'integrazione di Mediobanca. Fitch Ratings valuta le offerte su Banco BPM e Banca Generali come operazioni con un considerevole rischio di esecuzione, mentre resta prematuro stimarne pienamente gli effetti sul merito di credito di MPS.
Punti chiave
- MPS affronta elevati rischi operativi nell'offerta su Banco BPM e Banca Generali, con potenziali impatti negativi sul rating creditizio in caso di scostamento del CET1 sotto il 13%.
- MPS propone uno scambio azionario con un premio del 10% per Banca Generali e nessun premio per Banco BPM, inclusa la distribuzione di un dividendo straordinario di 1 miliardo di euro e 3 miliardi da Assicurazioni Generali.
- L'aumento di capitale di circa 34 miliardi di euro e l'approvazione assembleare del 29 ottobre 2026 sono necessari per il perfezionamento, mentre il governo italiano teme la perdita di valore in caso di smembramento.
Ostacoli operativi e tempistiche dell'operazione
Come riportato da Borsa Italiana, Fitch Ratings segnala che il progetto di MPS incontra numerosi ostacoli, anche perché la banca non ha ancora completato l'integrazione della recentemente acquisita Mediobanca, Banca di Credito Finanziario. L'agenzia osserva inoltre che l'operazione si sviluppa mentre è in corso l'offerta di Intesa Sanpaolo su MPS, un elemento che complica ulteriormente la valutazione del profilo di rischio dell'istituto.MPS punta a creare il secondo gruppo bancario nazionale dopo Intesa e davanti a UniCredit, oltre a rafforzarsi nella gestione patrimoniale e nella consulenza. La combinazione con Banco BPM e Banca Generali porterebbe in dote circa 810 miliardi di euro di masse complessive tra attività in gestione e custodia, assicurazioni e depositi della clientela.
Secondo i piani della banca, le sinergie annuali attese raggiungono 1,8 miliardi di euro entro il 2029, a cui si aggiungono 0,8 miliardi di euro legati alla fusione in corso con Mediobanca. MPS stima che il coefficiente CET1 scenda dal 16,3% di fine giugno, ma resti sopra il 13% nel periodo 2026-2030.
Fitch avverte che il profilo creditizio di MPS potrebbe indebolirsi se i rischi di esecuzione si materializzassero o se il CET1 scendesse sotto il 13% senza prospettive di recupero nel breve termine. Nel lungo periodo, invece, un'integrazione efficace di Mediobanca, Banco BPM e Banca Generali potrebbe sostenere redditività e profilo aziendale attraverso sinergie e controllo del rischio.
L'assemblea straordinaria di MPS è prevista per il 29 ottobre 2026 e deve approvare con una maggioranza dei due terzi l'operazione, nel contesto della regola di passività attivata dall'offerta di Intesa. La chiusura del periodo di offerta è prevista per febbraio 2027, mentre l'offerta di Intesa su MPS dovrebbe concludersi entro la fine del 2026.
Impatto sul settore bancario e sugli azionisti
Il successo dell'operazione dipende dalla capacità di MPS di convincere gli azionisti di Banco BPM e Banca Generali ad aderire alle offerte. Le interlocuzioni con Credit Agricole, principale azionista di Banco BPM, restano complesse dopo il fallimento dei recenti colloqui di fusione tra Banco BPM e MPS.Il consiglio di amministrazione di Banco BPM precisa che l'offerta pubblica è stata avviata unilateralmente da MPS e che i termini differiscono in modo sostanziale dalla proposta presentata da Banco BPM a MPS il 7 giugno 2026. Banco BPM sottolinea inoltre che l'operazione ha natura di acquisizione e non di fusione.
MPS annuncia il 21 agosto 2026 l'intenzione di acquisire entrambe le banche attraverso uno scambio azionario, con un premio del 10% per Banca Generali e nessun premio per Banco BPM. Prima del perfezionamento, la banca prevede anche la distribuzione di un dividendo straordinario di 1 miliardo di euro in contanti e di 3 miliardi di euro derivanti dalla partecipazione in Assicurazioni Generali.
Gli azionisti di MPS devono approvare un aumento di capitale di circa 34 miliardi di euro da utilizzare per lo scambio con le azioni di Banco BPM e Banca Generali. Le due offerte sono indipendenti, richiedono ciascuna una soglia minima di adesione del 50% più un'azione e restano soggette alle autorizzazioni regolamentari.
Nel capitale di MPS il governo italiano mantiene una quota del 4,9% e manifesta preoccupazione per il valore che potrebbe andare perso in caso di smembramento della banca nell'ambito dell'offerta di Intesa. Tra gli altri azionisti figurano Delfin con il 17,5%, Caltagirone con il 10,3% e Blackrock con partecipazioni sia in MPS sia in Banco BPM.
Per Banco BPM, Fitch indica che l'effetto sul rating dipende dai futuri piani di integrazione di MPS. Il punto chiave è se Banco BPM continui a operare come entità giuridica separata con autonomia strategica oppure venga fusa in un gruppo con un rating inferiore.
Nel nostro approfondimento sulla doppia OPS di MPS su Banco BPM e Banca Generali abbiamo ricostruito come, in caso di adesione integrale alle offerte, gli attuali azionisti di Siena manterrebbero la maggioranza relativa del nuovo gruppo (circa 50,1%), davanti ai soci di Banco BPM (37,2%) e Banca Generali (12,7). Abbiamo inoltre evidenziato la valenza industriale dell’operazione, presentata come un primo passo verso una collaborazione più ampia con il gruppo Generali e inserita nel più generale processo di consolidamento del settore bancario italiano.
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