Borsa Italiana pubblica l'agenda macro settimanale per i mercati

Borsa Italiana pubblica l'agenda macro settimanale per i mercati
Settimana macro sui mercati

La nuova settimana si apre con una serie di indicatori macroeconomici attesi tra Europa, Cina e U.S., in un calendario che concentra l'attenzione su inflazione, attività manifatturiera e politica monetaria. Tra i market mover più rilevanti figurano i dati preliminari dei prezzi al consumo nell'area euro e in Germania, insieme agli indicatori sul lavoro e sulla manifattura negli Stati Uniti.

Punti chiave

  • L'inflazione armonizzata preliminare della Germania (31 agosto) e dell'area euro (1 settembre) influenzeranno aspettative sui tassi europei e mercati azionari.
  • Negli Stati Uniti, ISM manifatturiero, JOLTS e variazione occupati ADP saranno monitorati per segnali su economia e mercato del lavoro.
  • Meeting delle banche centrali di Nuova Zelanda e Canada e dati EIA su scorte e produzione di greggio avranno impatto su sentiment globale ed energia.

Impatto atteso su valute, tassi e azioni

Secondo Borsa Italiana, i dati con la valutazione più elevata nel calendario sono l'inflazione armonizzata preliminare della Germania del 31 agosto e i numeri preliminari sull'inflazione dell'area euro del 1 settembre, tutti contrassegnati con tre stelle. Queste pubblicazioni sono osservate come riferimenti centrali per le aspettative sui tassi in Europa e per la direzione dei mercati obbligazionari e azionari.

Negli U.S., gli investitori monitorano soprattutto ISM manifatturiero, JOLTS e variazione occupati ADP, perché offrono indicazioni sullo stato dell'economia e del mercato del lavoro. Anche i meeting delle banche centrali di Nuova Zelanda e Canada possono influenzare il sentiment globale, mentre i dati EIA sulle scorte e sulla produzione di greggio restano rilevanti per il comparto energetico.

La legenda del calendario classifica la rilevanza degli appuntamenti da bassa a alta con un sistema da una a quattro stelle, mentre gli orari di diffusione indicati sono quelli italiani.

Nel nostro precedente aggiornamento sullo spread BTp-Bund abbiamo evidenziato una chiusura con differenziale stabile intorno a 82 punti base, mentre il rendimento del BTp decennale è salito leggermente al 4,09%. Il quadro indicava una percezione del rischio sovrano sostanzialmente invariata, con movimenti contenuti dei rendimenti comunque rilevanti per il costo di finanziamento e il sentiment sui mercati.

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